Come si pianta un ulivo
Sono giorni questi in cui la campagna sembra morta e a noi nulla ci viene da fare se non guardarla come si guarda un quadro. Eppure è il periodo migliore per pensare al domani, perché l’inverno non mette fretta e ci lascia il tempo per pensare nuove cose e realizzarle in silenzio senza il palcoscenico arabescato della primavera o ancor di più dell’estate.
Ad esempio questo è il periodo migliore per piantare un nuovo ulivo.
Voi lo sapete e anch’io lo so, la vita ci lascia sempre più di una scelta su come fare le cose e anche per l’ulivo è così; anzi qui le scelte sono minimo tre. La prima, la più facile, ci fa andare al vivaio, scegliere l’alberello della specie che più ci piace, infilarlo in una buca e riempirla di terra. La seconda, la più difficile (è un tirare di dadi) ci fa mettere dei semi sottoterra e sperare che germoglino. E’ una strada avventurosa perché anche se succede l’ulivo tende a tornare selvatico e dovremo innestarlo (l’innesto dell’ulivo è qualcosa di memorabile, ve ne parlerò).
La terza strada è quella più pratica e immediata, io la preferisco di gran lunga. Eccovela raccontata.
Ogni albero di ulivo alla sua base ha una zona di forma globosa più ingrossata, è il cosiddetto “ciocco” sul quale si sviluppano germogli chiamati polloni; eccoli.
I polloni rappresentano il futuro della pianta, la sua nuova generazione; se li lasciassimo crescere liberamente renderebbero l’albero un cespuglio gigantesco, in più toglierebbero energia alla pianta che non produrrebbe quasi nulla; per questo ogni anno vengono eliminati o nel nostro caso utilizzati per piantare un nuovo ulivo.
Si sceglie quello più vigoroso poi con un’ascia o un piccone si sferra un colpo sulla parte legnosa immediatamente circostante il germoglio; il colpo deve essere pulito in modo da staccarlo dal tronco in maniera netta e profondo in modo da reciderlo fino all’apparato radicale.
Ecco il germoglio appena reciso.
Mentre in questa foto potete apprezzarne l’apparato radicale.
Cosa resta da fare? Scegliere il posto dove vogliamo piantare il pollone, scavare una buca, concimarla, poggiarlo sul fondo, riempirla di terra fresca.
Fatto, abbiamo piantato un nuovo albero. Avrà bisogno di cure a attenzioni per i prossimi sette anni quando comincerà a dare i primi frutti; li darà fino a centocinquanta anni e se la sorte l’aiuta camperà fino a mille.
Qualcuno si chiederà che senso abbia piantare un albero di cui non potremo seguirne che la prima giovinezza. Non lo so, il discorso si fa complesso e ho finito l’inchiostro; so però che serve a poco vivere se non creiamo qualcosa che ci sopravvive.










Bella l’ultima frase. Quanto alle istruzioni per piantare un albero, diciamo che non ne seguirà un utilizzo pratico, però sono comunque interessanti.
perchè piantare a ridosso del muretto a secco? non è limitante alla lunga per il
nuovo ulivo?
@ pyperita,
mai dire mai:-)
@ m.
qui da noi non tutti i campi con gli ulivi sono degli uliveti. In alcuni un tempo si usava piantarli lungo i confini del terreno, un pò per ripararlo dai venti un pò per lasciare il giusto spazio a colture più pregiate tipo la vite o gli ortaggi.
E’ il caso del mio terreno (quello dove ho piantato il giovane ulivo) dove ho voluto continuare la tradizione della piantumazione perimetrale. La foto in testa al post invece rappresenta l’uliveto (“classico”) dove ho pelevato il pollone. L’ho piantato a un metro dal muro a secco e non ci saranno problemi, sia perché l’esposizione è ottimale sia perchè le radici dell’ulivo troveranno facilmente lo spazio che serve loro, anche passando tra una pietra del muro e l’altra. Si propagano che è una bellezza, se scavi a 6 metri dal tronco ancora le trovi.