ottimistaperplesso

Quello che non siamo in grado di cambiare dobbiamo almeno descriverlo (R. W. Fassbinder)

La potatura della vite

Quello della potatura è il periodo che più mi piace anche se a guardarla la vigna  è un deserto di silenzio. Non più  foglie rigogliose,  grappoli potenti,  farfalle e vespe in cerca di acini succosi; ora  i tralci sono spogli, si cammina sulle foglie secche; crepitano sotto le scarpe come  mortaretti  di bambini. E’ il solo rumore che si sente. 

                

La potatura mi piace  perché  mette ordine nelle cose, nulla resiste senza regole o  senza un filo che le leghi;  mette ordine nei miei pensieri  e li stende su un filo, in modo che io li possa guardare uno per uno. Potare la vite è  più di un’operazione di taglio, è un costruire il futuro, scommetterci sopra, è provare a dare un ordine metafisico alla vita. Una vigna è  una classe di alunni e potarla è  cercare di dargli una preparazione  che li faccia crescere bene perché la vite, pianta rampicante per eccellenza, se la lasci libera arriverebbe sulle nuvole che  poi a vendemmiare ci vorrebbe una scala  lunghisssima.

Due sono i sistemi di potatura che mi hanno appassionato. Il primo è il classico Guyot.

Qui si eliminano tutti i tralci dell’anno tranne uno che viene  coricato sul filo e  fissato con un legaccio. Sul tralcio prescelto, chiamato “capo a frutto” spunteranno in primavera  i nuovi tralci che daranno origine ai grappoli dell’anno prossimo. Non mancheremo di lasciare, sul lato opposto, uno sperone di tre o quattro gemme che sarà l’origine del capo a frutto del prossimo anno. E’ una potatura  laboriosa in quanto c’è bisogno di legare i singoli tralci con spago o strame ed è quella più usata da queste parti.

Ecco  una vite prima della potatura con il sistema Guyot.

Ed eccola dopo.

L’altro sistema è il “ cordone speronato”. In questo caso lasceremo crescere una branca orizzontale sulla quale individueremo gli speroni le cui gemme produrranno La potatura annuale consisterà nel rinnovare questi speroni. Nel corso degli anni si otterrà  un tralcio orizzontale forte, nodoso,  robusto come un tronco, portatore instancabile di grappoli. Per la sua geometria perfetta e visionaria assieme è’ il tipo di potatura che preferisco; l’ho vista  l’estate scorsa in Toscanae e quest’anno la adotto per la prima volta, speriamo bene.                      

Anche qui il “prima”.

E il “dopo”.

 

Prima di tagliarla ogni vite va guardata bene. Bisogna scegliere il tralcio giusto e  tagliarlo bene per non provocare danni.

Delle volte sembriamo interagire la vite e io, con lei che mi dice dove tagliare e io che l’ascolto e le dico la mia. Mi pare di ritornare ai tempi dell’ università quando  a poche ore dall’esame mi fermavo nel prato dell’ateneo a  ripetere a bassa voce la materia d’esame. Le aiuole di bosso parevano ascoltarmi e qualche volta dirmi la loro.

Annunci

Navigazione ad articolo singolo

3 pensieri su “La potatura della vite

  1. Mi sono spostata anch’io… non con tutto il blog, però!:)
    E’ bello ritrovarti

    un abbraccio

  2. Preferivo l’altro template…

  3. Facevo delle prove, ma ogni tuo desiderio è un ordine… Accontentata.

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: