ottimistaperplesso

Quello che non siamo in grado di cambiare dobbiamo almeno descriverlo (R. W. Fassbinder)

Il mondo sopra gli alberi

I ritagli di tempo dello scorso fine settimana l’ho dedicato alla potatura degli ulivi.
E’ un lavoro lento,  perché ogni albero ha una storia a sé che occorre “leggere” prima di cominciare a tagliare.
La potatura, l’ho già detto, è operazione che amo perché mi dà l’idea della forgia,  della costruzione estetica oltre che funzionale. Non stupisca il riferimento all’estetica, un albero ben potato è innanzitutto bello.
Per salire uso una scala di alluminio con cui mi sposto lungo il perimetro dell’albero ma a volte non basta, bisogna entrare dentro, penetrare nella chioma; allora lascio la scala  e “sbarco” sull’albero; lo faccio con l’agilità pesante di un orango di mezza età.
Spostarsi sopra un albero è qualcosa di più che un gioco di equilibrio, qualcosa di più che dosare le forze e bilanciare il peso in maniera corretta; spostarsi sopra un albero è innanzitutto avere presente il senso dell’aria e della quota. Si è eterei lassù, si perde il rapporto con il suolo e così anche i pensieri si fanno leggeri (nel senso della levità); sono volatili, essenziali, spartani; come se non si avesse uno zaino abbastanza grande per portarsene di tutti i tipi. Leggeri ma che restano scolpiti tanto che dal cervello rotolano nella tasca e lì restano.
Da qui l’orizzonte lo vedi ben lontano e libero da ostacoli di ogni tipo; anche l’ossigenazione del cervello pare migliorata, tanto che le minuzie a cui davi peso ora nemmeno sai dove cercarle; resta l’essenziale, il peso netto delle cose.
Da qui, da questa tela di ragno sulla quale mi muovo ho nitida la sensazione dell’altezza e della diversità; quattro metri sopra il suolo direbbero gli innamorati. Quattro metri per infrangere lo specchio narcisista e consolatorio del suolo, forarlo, emergere oltre il tetto di rami e di foglie e guardarsi attorno prima di ridiscendere, di saltare a terra, su quel suolo pure lui bello da calcare non foss’altro perché costituisce la base solida da cui spiccare i salti.
Salire, discendere, risalire ancora ridiscendere, non stare mai alla stessa quota. Questo è il segreto…ma non lo dite a nessuno.
Ne frattempo osservo un altro ramo, ne valuto il senso, la portanza; verifico se risponde alla funzione geometrica che ho in mente e poi lo lascio stare o lo taglio usando il segaccio per quelli grossi, la forbice per i rametti piccoli. Quando avrò finito l’albero avrà cambiato aspetto.

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5 pensieri su “Il mondo sopra gli alberi

  1. I pensieri si fanno lievi ma i piedi devono restare ben attaccati ai rami, altrimenti si rischia di farsi male🙂
    Bello questo contatto con la natura, qua gli alberi sono solo quelli lungo i viali, con le foglie cadute che rendono scivolosi i marciapiedi.

  2. tornare con i piedi per terra, pensieri leggeri che prendono per un poco il posto di quelli solidi e concreti; il terreno, non meno bello delle cime degli alberi che possiamo “forgiare” per far sì che alla fine l’albero cambi aspetto…un nuovo ramo un nuovo albero un nuovo salto
    Mi fa pensare alla vita

  3. l’albero è un tramite tra cielo e terra. Come la cima di una montagna, anche la sua, più modesta, ti avvicina alle stelle.
    Ma è anche casa, riparo, ombra che accoglie, dispensa di frasgranze e dolcezze.
    Adoro gli alberi. Uno dei primi libri importanti che lessi da piccola, “Il barone rampante”, mi lasciò affascinata, tanto che ancor oggi, pur rischiando grosso, se non sono a portata di sguardi tento l’arrampicata.
    Lo so che non dovrei, alla mia età, ma mi son detta…se lo fa Marcovaldo, perchè io no?;-)

  4. Bene Only, lo puoi fare basta che mi firmi questa liberatoria:

    DICHIARAZIONE LIBERATORIA DI RESPONSABILITA’
    Il/La sottoscritto/a ———–Only Patty
    dichiara
    – di sollevare Marcovaldo da qualsiasi responsabilità inerente l’arrampicata sugli alberi;
    – di essere consapevole dei rischi che tale arrampicata /passeggiata sugli alberi comporta, perché non è detto che se lo fa Marcovaldo, orango di mezza età, possono farlo tutti/e. Che poi quattro metri sopra il suolo sono quattro metri sopra il suolo e se si cade non si sa se ci si rialza oppure no;
    – di aver attentamente letto ed espressamente accettato tutti i termini e le condizioni sopraindicate e di accettarle senza riserve.

    In Fede
    Only Patty

  5. Ah,ah, ah!
    E va bene, firmo e ti libero, mio caro Marcovaldo.
    Ma sollevarti, eh, questo non credo di riuscire proprio a farlo, con tutta la buona volontà, perchè tu sarai pure un’Orango- per di più d’un certo rango- ma io sono soltanto una piccola Bertuccia (dispettosa) e non ce la fo, giuro!
    Diamine, difetto di muscoli, che posso fare?
    Che dici, qualche tempo nella giungla con Tarzan come personal trainer potrebbe bastare?
    Ma certo! Di liana in liana, sarò una formosa Gorilletta in meno di una settimana!
    Ovviamente, prima di tutto mi chiederà di firmargli una liberatoria pure lui…
    La storia si fa avvincente.
    A presto, ci vediamo sulla quercia, e fatti notare che son pure sguercia!
    Baci baci ciao

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