ottimistaperplesso

Quello che non siamo in grado di cambiare dobbiamo almeno descriverlo (R. W. Fassbinder)

“Passed”

Probabilmente nessuno può cambiare completamente rispetto al suo vissuto e nemmeno sarebbe possibile poiché le vicissitudini sono impresse dentro di noi e rappresentano per certi versi un libro comunque letto. Quello che possiamo fare però è governare il nostro vissuto, tentare di superarlo, metterlo dietro le spalle e marchiarlo con il timbro del “passed”.
“Ti pare facile…” direste senza sbagliare. E infatti facile non è. Gli accadimenti passati sono granellini che scorrono indistinti nel flusso regolare del tran tran delle nostre giornate ma al primo moto turbolento, al primo ostacolo allo scorrimento vengono fuori.
Accade la stessa cosa ai fiumi che fanno parte armoniosa del paesaggio finché la pioggia incessante non li fa straripare; così  riversano sugli argini roba che nessuno avrebbe  immaginato potessero trasportare.
Ma allora il vero fiume qual’ è, quello che scorre placido fino al mare o quello che travolge ponti e barche con forza mostruosa? E la nostra vera vita qual è, quella dei proponimenti e del flusso laminare che tanto ci rassicura o quella del fiotto improvviso, dell’emorragia inaspettata?
E ancora, è meglio regimentare  le proprie emozioni e  o farsene travolgere, farsi sommergere e trascinare a valle? Bah… chi lo sa.
Ci sorregge il raziocinio, il proposito di voler  fare la cosa giusta, ci sorreggono le convenzioni, la dittatura dello status quo; così il più delle volte quel richiamo, quell’ululo proveniente dal bosco lo mettiamo a tacere convinti di non averlo sentito. E invece lo abbiamo sentito; qualcuno ha chiamato, qualcosa ha risuonato tra le mura bigie delle nostre stanze.
A me non capita di rado. Ieri d’improvviso mi sono ritornati alla mente i giorni della caccia. L’atto della vestizione, gli stivali, il giaccone con tante tasche, il carniere, la cintura, le cartucce, il coltello, il fucile, il cappello. E poi il freddo, il fiato che diventa vapore, il grilletto, il colpo, il fragore, i rami che si schiantano, l’odore della polvere da sparo, la preda che cade, io che la recupero, il sangue, la poca neve, la cartuccia che estraggo fumante. E’ una specie di richiamo della foresta che sento fortissimo; un’animalità che più mi sforzo di mitigare più, prorompente, si affaccia nella mia vita. In qualche vita passata sarò stato un cacciatore di bufali o di dinosauri. Oppure una preda non so.
“Passed”, più facile a dirsi che a farsi. Intanto però non sparo più, poi si vedrà.

Navigazione ad articolo singolo

4 pensieri su ““Passed”

  1. donapella in ha detto:

    se Q si legge Q a che serve metterci a fianco una U…ho cercato di rispondermi a questa domanda proprio recentemente, facendo fare i compiti alla mia piccola che credo abbia più o meno l’età del tuo piccolino. Non mi sono saputa dare una risposta…imbarazzante

  2. Banalmente uno dovrebbe dire “tutto scorre”… la vita va semplicemente vissuta, questo è il bello, e qualche volta il fiume deve straripare.

    Ad ogni modo… non sparare più!;)

    Anyanka

  3. Ehi, ci ho messo un bel po’, per capire come fare a commentare! Alla fine ce l’ho fatta …🙂 E’ bello ritrovarti qui: mi sentivo sperduta in wordpress, ma adesso mi sembra quasi di essere tornata a casa. Linko il tuo blog al mio, così ti ritrovo facilmente. A presto.

  4. tutto, prima o poi, passa.
    (il problema è che a volte tornano)

Lascia un commento

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...

%d blogger cliccano Mi Piace per questo: