ottimistaperplesso

Quello che non siamo in grado di cambiare dobbiamo almeno descriverlo (R. W. Fassbinder)

Un fuoco

Il tempo secco di questa domenica mi ha permesso di bruciare il fogliame derivato dalla potatura degli ulivi. E’ un’operazione abbastanza importante perché oltre a liberare il terreno dagli arbusti elimina i funghi che si annidano tra i rami tagliati, funghi che se trascurati possono propagarsi e compromettere la crescita degli alberi.
Ho ammucchiato gli arbusti in un posto libero da vegetazione, ne è venuta fuori una pira considerevole. Per non farle assumere dimensioni babeliche l’ho pressata con delle pale di fico d’India; queste ultime si “stuferanno” a puntino e le userò assieme alla cenere come concime per il vigneto.
In genere qui  il pomeriggio  alza  il vento ma oggi c’era una calma inusitata  e così preparato il tutto ho acceso.
Il fuoco affascina e incanta; le sue lingue svettanti verso il cielo che danno l‘idea della forza e della leggerezza insieme; ti attrae al punto che ti viene di avvicinarti per carpire il segreto della sua mobilità indomita. Il fuoco ti culla e lo fa con la carezza consolatoria di una voce tranquilla che ti parla, così ne ascolti il crepitio come fossero parole; ognuna è diversa dalle altre e tutte assieme fanno un discorso che mai più sarà ripetuto uguale.
Si muove il fuoco, non si ferma mai; è vivo e caldo e il suo è il calore che tutti cerchiamo, quello che alcuni chiamano serenità, altri affetto, altri amore. Eraclito lo definì arché, il principio di tutte le cose: il fuoco che diventa vapore, poi acqua e poi pioggia, terra, legno e poi ancora fuoco. Fuoco a cui nulla resiste, né ferro né pietra né legno, ma che pure ora mi blandisce mostrandomi la sua parte migliore.

E’ sera; senza una bava di vento le fiamme si stagliano verso l’alto, le faville mi piroettano attorno prima di scomparire nel buio. Qui è tutto un bagliore; un palcoscenico illuminato apparso dal nulla con  gli spettatori  immersi nel buio che assistono alla recita: “ Se le visioni del sonno vanno oltre la semplice lusinga, allora i miei sogni mi preannunciano una notizia colma di gioia … ho sognato che la mia donna mi ha trovato morto (curioso sogno quello che concede ad un morto la capacità di pensare!), e bacio dopo bacio riversava nelle mie labbra un tale alito di vita, che io tornavo in vita ,ed ero imperatore. Ahimè! quanto deve essere dolce il reale godimento dell’amore, se è sufficiente solo sognarlo per ricavarne così’ tanta gioia.”
(William Shakespeare “ Romeo e Giulietta”)

Tra loro un melo in fiore

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3 pensieri su “Un fuoco

  1. Energia, passione, movimento, divenire.
    Si dovrebbero accendere fuochi anche dentro di noi, governandone però il potenziale distruttivo.
    Mica facile, quando le fiamme divampano possono diventare ingestibili.
    Ma meglio il rischio o una vita eternamente spenta?
    Intanto ci insegni la sapienza di sfruttare e dosare la forza del fuoco incanalandola verso scopi utili e buoni.
    E mentre ne assapori la magia e la poesia, anche noi assistiamo rapiti a questo sontuoso spettacolo di luce, calore e danza.
    Io stavo lì, proprio lì, accanto al rametto coraggioso che fiorisce fuori stagione…

  2. donapella in ha detto:

    Sembra di viverli i tuoi post, grazie Marcovaldo.

    OT: la sorella di uno zoccolo?…ma questa è un’altra storia

  3. è un’arte, saper accendere e governare un fuoco. un’arte che tu possiedi, evidentemente.

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