ottimistaperplesso

Quello che non siamo in grado di cambiare dobbiamo almeno descriverlo (R. W. Fassbinder)

Parole d’inverno

Camminando oggi su questa terra di brina dove i fili d’erba fanno crac e il vento taglia come vetro penso che l’inverno ha davvero uno scopo, forse più delle altre stagioni, ridenti o decadenti che siano. L’ inverno non ti offre riparo se non quello che sai costruirti, non ti offre sostentamento se non quello che sei riuscito a infilare nella bisaccia; è una prova di sopravvivenza l’inverno, una “recherche” che devi fare da solo, che ti tempra o ti uccide. L’inverno è toccare il fondo dei pensieri, lasciarli nuotare nel semighiaccio di questa mattina fredda, dove i passeri stentano ad aprire le ali e le formiche a organizzare la  fila. Non ha la leggerezza poetica delle foglie che cadono né il turgore consolatorio delle gemme, nemmeno la floridezza del frutto maturo; non ha  motilità né divenire, non ha il supporto della speranza. L’inverno è un film in cui la parola fine non scomparire mai dallo schermo.
Eppure mentre ci cammino sopra a me pare di essere su una terra accogliente e tutta da esplorare e il vapore che esce dalla bocca una prova formidabile della mia esistenza in vita. Così mi piace, in questa tabula senza speranza apparente cercare altre vite, altri respiri; perché un uomo è niente se non cerca e il cercare è già segno di vita, è un cuore che batte, che se uno può cercare può amare e comunicare, può mettere alla prova la sua forza e la sua debolezza.
Mi piace camminare in questo deserto di gelo e condirlo di parole, riempirlo in qualche modo, intravedervi un movimento, un senso. E lo trovo. Sotto  questa superficie melanconica che tanto piace ai poeti  sento le radici muoversi, farsi strada, abbeverarsi; con una lentezza inusitata si preparano alla nuova vita. Percepisco la linfa risalire dalla radice ai tronchi fradici d’acqua fino ai rami secchi, a tener in vita la pianta. Piove. L’acqua penetra la terra, l’inumidisce e ne solubilizza i sali, li mette in movimento. Niente si ferma di quello che vuole davvero vivere; ora anche l’erba si scuote di dosso la brina.
Il mio respiro nel grigio umido che mi circonda continua a emanare vapore; sono vivo e supererò questo inverno come si supera un guado.

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3 pensieri su “Parole d’inverno

  1. lauramentre in ha detto:

    buon natale a te, ai tuoi figli, alla tua signora, alle galline, alla brina che scricchiola, agli ulivi, all’acqua buona, a quella cattiva, al tuo pc, al freddo che gela, all’aria che entra e a quella buona che esce.
    buon natale e un sorriso.
    Laura

  2. Buon Natale Laura, anche da parte del mio pc…:-)

  3. Sei davvero un poeta. Tanti auguri da una cittadina che conosce poco la campagna ma che è affascinata dalle tue descrizioni.

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