ottimistaperplesso

Quello che non siamo in grado di cambiare dobbiamo almeno descriverlo (R. W. Fassbinder)

Natale in casa C.

Lo prevede anche un corollario alla legge di Murphy: se pensi che qualcosa di negativo possa accedere è probabile che accada.
Ebbene io non avevo pensato a nulla di negativo alle 13,45 del 25 dicembre quando la prima fitta all’altezza del dente del giudizio fece la sua comparsa. A essa ne seguì una seconda e mentre servivano i calamari grigliati (mio piatto preferito) una terza. Immaginate ora il mutamento di espressione dovuto a tale fitta, il giorno di Natale poi, quando a tutto si pensa (auguri, buoni propositi, letterine, poesiole) fuorché al mal di denti. Anche perché (pure questo è  da considerare) mai si era presentato negli ultimi cinque anni.
Il pranzo di Natale non posso dire sia andato male perché tra una fitta e l’altra sono riuscito a rendere sufficiente omaggio alla tavola e ai commensali, anche se quel vibrare periodico di nervo dava a tutto il senso della precarietà. Soprattutto dava origine alla seguente domanda: “Dove lo trovo un dentista a Natale?”
Le mogli si sa servono a consolare quando serve, così la mia mi tranquillizzò con un: “Non preoccuparti chiamiamo Ruggero (il dentista di famiglia n.d.a.) ci penserà lui…”
Il dolore e il gonfiore aumentavano. Il pomeriggio partii alla ricerca di un antidolorifico; lo trovai in una farmacia a non so quanti anni luce di distanza. Erano capsule molli, di quelle che si ingoiano e liberano nello stomaco il principio attivo.
La prima non mi fece quasi effetto per cui la seconda la sciolsi direttamente in bocca. Il sapore che ne derivò fu di disgusto pieno ma  funzionò e il dolore risultò sotto controllo, o quasi, per le successive sei ore. O quasi perché la notte dormii seduto sul divano perché ovunque poggiassi il capo sentivo tipo martellate nel cervello.
Ruggero l’ho chiamato la mattina successiva. Lo studio era naturalmente chiuso ma la vocina della segreteria snocciolava il numero di cellulare a cui fare riferimento per le emergenze. L’utente da me chiamato è risultato irraggiungibile e allo stesso modo è risultato il pomeriggio del 26 e la mattinata di martedì 27.
Licenziato Ruggero come dentista di famiglia la cosa difficile è stata cercarne un altro. Tante telefonate a vuoto fino a quando dall’altra parte del filo una voce dolcissima ha risposto: “ Pronto…?”
Lei  era l’assistente del dott. G. e mai donna mi è parsa così bella, anzi era bello pure lui. Mi hanno fatto sdraiare sulla poltrona, guardato in bocca e eseguito una radiografia è risultato un’infezione alla gengiva. Il dott. G. ha pulito e disinfettato la parte, ci ha spalmato una punta di cortisone e prescritto un antibiotico da prendere due volte al giorno. Ora sto un po’ meglio.
Ma questo è un Natale particolare; mi sento debole, sta salendo la temperatura, raffreddore e gola in fiamme. Nel post precedente ho scritto che “supererò questo inverno come si supera un guado”. Speriamo di farcela.

Ps. Che non sia stata l’acqua fredda del guado a ridurmi così?

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4 pensieri su “Natale in casa C.

  1. donapella in ha detto:

    SuperMarcovaldo , ma che ci combini?

    Io so il motivo di cotanta fortuna,è il personale regalo di Mamma Natale che ha pensato che un papà NON può dimenticare la letterina in tasca;-) perché poi lei si deve subire lo stress del marito che, trafelato, deve recuperare le ultime letterine dei bambini per accontentarli.

    Supererai il guado, vedrai…e noi tutti saremo dall’altra parte ad aspettarti dopo aver attraversato il fiume sul ponte 100 metri più avanti!

    Guarisci presto caro SuperMarcovaldo

  2. lauramentre in ha detto:

    vedi che succede a pensare negativo?? pensavo che un po’ di giudizio tu l’avessi!!

    ti auguro un anno pieno di cose belle e ricordati di fare un brindisi ai vecchi amici!

    un sorriso scritto e uno a bocca larga!

  3. Mi sono identificato con te leggendo il tuo racconto, per solidarietà.
    Quando ero giovane mi capitò un problema simile a ferragosto, trovai l’unico dentista aperto, che alla fine della visita mi tolse un dente. Poi seppi che i denti non si tolgono mai, soprattutto a vent’anni.

  4. P.S.: Complimenti, il tuo blog è molto bello e tu hai il dono di scrivere molto bene. Trasmetti i sentimenti con le parole, che non è da tutti.

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