ottimistaperplesso

Quello che non siamo in grado di cambiare dobbiamo almeno descriverlo (R. W. Fassbinder)

Un sogno


                                              Il sogno  (P. Picasso, 1935)

Non potevo accettare razionale come sono di non ricordare nulla dei miei sogni notturni;  già, è proprio così, mai al risveglio  è  restato qualcosa di quello che avevo sognato, nemmeno un indizio o un frame. Eppure se il sogno è la continuazione della vita vigile, se  rappresenta la schiuma di ciò che si è vissuto come mai  non ne conservo traccia…, forse  quello che mi appare reale non lo è  oppure ciò che faccio o penso durante il giorno non  vale nemmeno di essere sognato?  O i miei sogni non sono a tanto intensi da essere ricordati; se è così vuol dire che la mia vita reale che io dipingo variegata e convulsa non lo è per nulla tanto da tacitarsi l’istante  in cui chiudo gli occhi,  come se nulla  ci fosse da appurare, nulla di cui esaltarsi o rammaricarsi della giornata  appena vissuta.
Ma forse non è questione di intensità e il sogno mi sfugge perché non gli concedo appiglio, non gli dò confidenza e lui precipita in un pozzo profondissimo da cui più non risale.  I miei sogni sono frammenti non più ricomponibili.
Eppure niente più della tranquillità notturna avrebbe il potere di far combaciare i pezzi e dare spazio alle impressioni represse durante il giorno; cosa che accadrà pure  ma io, frastornato   dalle informazioni e le aspettative della mattina  non me ne accorgo. L’ esplosione del sole e della luce   “spengono” la flebile lucina del sogno ricacciandolo nel  subconscio.
Ma  tutto questo non potevo accettarlo; non ricordare i sogni vuol dire darla vinta all’ inespresso, al “jamais vu”; il sogno diverrebbe  una rosa che mai colsi, il rebus che mai mai risolsi. Far venire il mio sogno alla luce, sconfiggere la sua timidezza, farmelo amico; questo  l’obiettivo che dovevo pormi. 
Occorreva uno stratagemma e l’ho trovato. Invece che svegliarmi come al solito alle sette di mattina ho messo la sveglia alle cinque quando il sogno meno se l’aspetta, minori sono le sue difese e minori le mie. Alle cinque di mattina, come quelle “cinco de la tarde” ora della resa dei conti, in modo da sorprenderlo prenderci confidenza e farlo mio. Ebbene ce l’ho fatta, sono entrato nel mezzo della scena e ho sorpreso l’altro me che  “jouait”; ho colto il sogno in flagrante e ne sono rimasto affascinato, rapito. Ricordo tutto: le parole, i gesti, ciò che facevo, le sensazioni che provavo. Ma non le posso raccontare.

Navigazione ad articolo singolo

5 pensieri su “Un sogno

  1. Hai fatto trenta… Razionale come sei fai anche trentuno.
    E che? Lanci il sasso e poi nascondi la mano?
    Non è da te carissimo, proprio no.
    Io, il resoconto del “sognato”, lo aspetto!
    Falsifica la firma in calce e il gioco è fatto, non sarai perseguito per legge😉

  2. ma. sei. crudele!!!

  3. Curiose eh…?🙂

  4. In realtà non te lo ricordi…..:)

  5. basta che te lo ricordi tu
    noi aspettiamo altre sveglie delle 5
    e magari un giorno ci racconti qualcosa:-)
    nell’attesa un abbraccio
    grazie per quello che lasci da me

Lascia un commento

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...

%d blogger cliccano Mi Piace per questo: