ottimistaperplesso

Quello che non siamo in grado di cambiare dobbiamo almeno descriverlo (R. W. Fassbinder)

La bellezza del triangolo

 

Mi soffermo ogni tanto ad osservare oggetti di forma triangolare. E’ successo ad esempio con la foto qui sopra  con le travette e le tegole a formare un tetto; anche qui la figura geometrica complessiva è assimilabile a un triangolo. 
Ci sono differenze tra questa e altre figure, almeno per come le percepisco io. Il quadrato mi dà il senso della stabilità e della difesa; “Tetragono alle avversità” si dice; i quattro angoli del quadrilatero costituiscono in effetti un baluardo per resistere a più di un attacco. Quadrato è quasi sempre un recinto, più o meno quadrato è un campo di gioco, quadrato il tavolo dove si mangia; questa figura è l’emblema della certezza consolidata, della chiusura al cui interno avviene tutto e al di fuori nulla.
Quasi analogo il discorso per la circonferenza anche se più della difesa questa diviene l’emblema del confine (un cerchio tracciato a terra),  la mancanza di angoli sinonimo di perfezione e santità (l’aureola), la circolarità sinonimo di accoglienza (l’abbraccio). Ma entrambe le vedo come figure chiuse di poco respiro; mutassero le dimensioni, le superfici resterebbero identiche a se stesse.
Il triangolo no. Mi piace immaginarlo chiuso come  un razzo lanciato nello spazio o aperto come le ali di una manta e in entrambi i casi lo vedo sinonimo di mutevolezza, di mobilità. Un triangolo cambia forma significato, può diventare un tetto per proteggersi dalla pioggia ma anche la punta acuminata di una lancia buona per la caccia. Così i suoi  angoli più si smussano e più divengono simbolo di pace e di equilibrio raggiunto; allo stesso modo le montagne: nascono con gli angoli acutissimi evolvono in colline dalle linee dolci, perché destino di ogni angolo è quello di essere smussato, eroso dai venti, piegato dall’età. Anche i ciottoli non erano così come li guardiamo ora  e ci piace immaginarli, mentre ne ammiriamo la levigatezza, schegge taglienti staccatisi da chissà quali dirupi.
Per queste ragioni  il triangolo non è mai uno status quo; fende l’aria come un proiettile e l’acqua come una nave; una corsa perenne verso un impatto o un porto: verso la fine del suo viaggio. Così anche la fertilità è governata dalla forma triangolare. Affusolato come un’ogiva il pene, triangolare è il pube al quale si avvicina; un triangolo rovesciato la vagina che lo ospita e ne accoglie il seme perché raggiunga l’uovo e lo fecondi. L’uovo; gli angoli acuti e le asperità si evolvono in colline dalle linee dolci.
Quante cose vengono in mente davanti a due travette e a delle tegole la cui forma geometrica è assimilabile a quella di un triangolo.

 

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2 pensieri su “La bellezza del triangolo

  1. D. in ha detto:

    Giusto alla tua fantasiosa mente giungono:)

  2. In effetti, avevo simili sensazioni.
    Ma le avrei femminilizzate (si può dir così?) cogliendo nel contempo la morbidezza della curvatura in questo incastro di elementi.
    Comunque, come quasi sempre, hai detto tutto tu; infinitamente meglio.

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