ottimistaperplesso

Quello che non siamo in grado di cambiare dobbiamo almeno descriverlo (R. W. Fassbinder)

Gli ultimi movimenti degli occhi

Un acciacco improvviso, che peraltro i medici prevedono senza conseguenze, ha fatto scaturire in me una riflessione sulla mia fine. E’ un pensiero questo che mi sfiora ogni volta che per una qualche ragione mi ritrovo a fare qualcosa di avventato o mi sento fisicamente in bilico. Allora mi ritrovo a pensare a quello che sarà l’ultimo movimento dei miei occhi, l’ultimo battito di ciglia prima della fine. Pensiero del tutto singolare, non trovate? Anche perché viene più facile pensare alla morte degli altri che alla propria; e si perché noi dalla morte ci riteniamo esenti, come se potessimo piangere solo quella altrui e spostare l'argomento della nostra più in là come in un gioco dell'oca.
Se fosse, vorrei morire serenamente in modo da avere tempo per descriverla o per gustarla come si gusta l’attesa in un appuntamento importante. D'altra parte importante lo è e del tutto futuribile perchè in quei momenti si è davvero proiettati nel futuro; un astronauta nella capsula spaziale pronto al decollo.
Cosa guarderò in quel momento e a cosa penserò? Oh sono certo che saprò difendermi dalle lacrime, le mie, e mi comporterò come il bambino che la notte di Natale va a dormire sapendo che l’indomani avrà qualcosa di nuovo con cui giocare e a cui prestare la propria attenzione.
A cosa penserò? Forse al riassunto della mia vita, magari con Un unico flash back che racchiude gli incontri, i volti delle persone che ho conosciuto; e poi gli accadimenti, i giorni e le notti, gli alberi piantati, i baci dati, quelli ricevuti, le carezze, le risate, qualche lacrima versata, la mia forza, la debolezza, gli errori, le sconfitte, le grida dei bambini, i giochi, i soli, i tramonti. Tutto in un unico battito di ciglia.
Consentitemi un vezzo. Vorrei passare gli ultimi istanti tra le braccia di una donna, ma non nel senso dell’abbraccio; abbandonato tra le sue braccia come nella Pietà di Michelangelo dove quel corpo senza vita diventa parte integrante del vestito della Madonna. Un uomo esanime ma ancora parte integrante di qualcuno, un segno di appartenenza; tra le braccia di una donna, come quando sono nato.
Anelo a una fine consapevole, anelo a un foglio di carta e una penna da tenere in tasca, hai visto mai si possa scrivere nel posto dove andrò. "Quello che non possiamo cambiare dobbiamo almeno descriverlo"; già, ci pensate descrivere l’al di là, non c’è mai riuscito nessuno.
Gli ultimi movimenti degli occhi; un ultimo battito di ciglia, un sorriso strano e poi click, spegnersi e diventare un’idea, nitida all’inizio sbiadita man mano che passa il tempo.
- Ehi ma dov’è Marcovaldo, è un po’ che non si vede … - dirà qualcuno qui su WordPress – avrà cambiato ancora blog?

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9 pensieri su “Gli ultimi movimenti degli occhi

  1. m. in ha detto:

    in questa battaglia navale che è il vostro (di voi blogger) scrivere e il nostro leggere ed eventualmente commentare, questo post colpisce… ed affonda.
    stai bene. m.

  2. Marcovaldo, questo post tra il serio e il faceto mi sembra che si arrampichi sugli specchi. Va bene che devi tener fede al sottotitolo del blog, ma qui non ti pare di esagerare un po’?

  3. Esagerare? E perché, ne ho forse parlato in maniera scurrile o provocatoria? O è il tema a risultare scabroso?
    Io credo invece che si debba parlare di tutto ( a me piace parlare di tutto) e farlo con la propria sensibilità; parlare anche di ciò che, tra virgolette, infastidisce. D’altra parte non è che possiamo sempre scrivere agreste o musicale. Mica dobbiamo vendere frutta qui, tantomeno dischi…

  4. Non è ne scurrile nè provocatorio, anzi è tanto inverosimile da considerarsi surreale. Se non fosse per il finale michelangiolesco che mi ha fatto pensare “Eh, no, Marcovaldo, ora stai esagerando!” 🙂
    A parte tutto, forse ho troppo negli occhi, ancora, la morte di una persona molto cara.
    Scusa se sono sembrata troppo critica. In realtà è stato un sottile turbamento a farmi esprimere in quel modo.

  5. Nessun problema, le critiche sono benvenute. Il fatto è che quello della morte è un tema che mi piace affrontare; magari per farmela amica e ottenere un trattamento di riguardo; una sorta di raccomandazione insomma (qui al sud si usa).
    Piuttosto mi incuriosisce il tuo turbamento; per una che si chiama “mOra letale” lo trovo singolare.

  6. Un argomento coraggioso, che di solito si preferisce evitare, anche solo per scaramanzia. Comunque un post interessante.

  7. @ mOra,
    l’hai tolto perché ormai li hai fatti fuori tutti…? 🙂

    @ pyperita,
    grazie.

  8. we, ancora con questa storia della morte. possibile che appena hai un dolorino pensi che stai per morire? sii forte come me che….come mi dici sempre 22chi ti ammazza a te”. ( CHI LO SA SE QUANDO STARAI PER MORIRE MI
    PENSERAI UN PO 🙂 ) CIAO CIAO

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