ottimistaperplesso

Quello che non siamo in grado di cambiare dobbiamo almeno descriverlo (R. W. Fassbinder)

Communication

All’improvviso si è spento e non si è acceso più. L’ultimo segnale di vita  lo ha dato con un sms in cui mi si ricordava un appuntamento per l’indomani, poi silenzio. Il passaggio al centro assistenza ha visto il ricovero dell’apparecchio e la prognosi di 30 gg per la sua riparazione. Vorremmo angustiarci per un gingillo elettronico che sta in una mano e come lui ce n’è un’infinità? Certo che no e infatti non mi sono angustiato affatto anche perché mio figlio con uno spirito di abnegazione che gli fa onore mi ha proposto:
“Papà ti do il mio e io userò quello vecchio; me lo restituirai quando aggiusteranno il tuo.”
” Grazie.Vanno bene 30 euro  per il disturbo?”
“ Si, vanno bene…!”

La prima sorpresa è stato il suo aspetto. Decine di applicazioni stile oroscopo, temperature, meteo, pronostici, giochi; una marea di icone a riempire la pagina. Geroglifici con poco o nessun senso e soprattutto di nessuna utilità pratica  per un uomo della giungla come me. E poi quel touch screen. Le mie ditone use ai tasti mal si conciliavano con lo sfiorare di farfalla che richiedeva lo schermo per cui telefonate interrotte all’improvviso, sms mal scritti e con scarsa punteggiatura, chiamate partite inavvertitamente verso destinatari che non sentivo da anni. Insomma una debacle. E poi la rubrica: solo ora mi accorgevo  che i numeri li avevo salvati quasi tutti nella memoria del telefono invece che nella carta Sim. E quel telefono adesso non lo avevo più.
Un telefono senza rubrica è una città vuota – riflettevo – un alveare senza api. Uno come me che non segnava più nulla su carta era ora ridotto all’impotenza comunicativa verbale dalla defaillance di un software.  
La rubrica telefonica è un centro di aggregazione permanente con ognuno di noi membro unitario di una forza motrice collettiva di cui solo ora percepivo la presunta utilità. La vita mi sembrava meno effervescente senza la borraccia illusoria della rubrica, come se avere a disposizione tanti numeri da chiamare potesse farmi sentire più importante di quanto io sia in realtà, come  se decidere di raggiungere a mio piacimento questo piuttosto che quell’altro appagasse in maniera compiuta la mia esistenza e non fosse invece un placebo zuccheroso di poca importanza. La rubrica telefonica come scaffale ricolmo di libri di cui si è letto solo il titolo sul dorso, come una zattera fatta coi tronchi di software sulla quale ciascuno può saltare e poi abbandonare a suo piacimento: “Sai ho chiamato per dirti che …” “A proposito di quel preventivo …” “ Stasera gioco a pallone …”  Che turno fai…”“Solo per un saluto, come stai …”
“Come stai”. Un tentativo di comunicazione partecipativa destinato a  naufragare subito dopo aver attaccato. “Come stai? Che vuoi che dica che va bene; dir che ho tutto e non ho niente non conviene…” cantava Gilda Giuliani. Eppure tutto ciò deve avere un senso,   e il senso è che la voce o  anche un semplice sms sono una prova dellanostra esistenza in vita. Ma è la risposta a farci sentire davvero vivi; è la risposta  a testimoniare che  dall’altra parte di questo filo virtuale il capo è ancora annodato e non in balia dei venti cosmici. Se qualcuno ci risponde è perché riusciamo a inviargli segnali comprensibili, finiti e convincenti.
Vale anche per i blog se ci pensate. Per cos’altro si scrive d’altra parte se non per sentirsi vivi? Anche lo scrivere come il comunicare verbale  è una zattera atta a tenerci  a galla, o almeno ci illudiamo lo faccia. Una zattera per alcuni, una cura antidolorifica per altri.
E se, come il telefonino, da domani sparisse il mio blog e per qualche accidente del cyberspazio sparissero anche gli altri blog? Sarebbe la fine di una comunicazione (strana anche questa) in cui ci si fregia di conoscere l’altro per il solo fatto di averlo linkato. Fateci caso, guardiamo il nostro blog roll sempre con un certo affetto come se la presenza di una lista di amici in qualche modo ci facesse compagnia o testimoniasse la buona riuscita del nostro ruolo di intrattenitori mediatici. Eppure si tratta di persone che in massima parte non conosciamo e forse mai conosceremo ma ci basta e non  chiediamo loro niente di più oltre a leggerci o commentarci di tanto in tanto. Chi condivide le nostre parole lo immaginiamo facente parte della nostra tribù, del nostro equipaggio, della nostra zattera; ci basta si.

Come sempre quando seguo un filo non lo tengo mai tanto stretto così divago e non so dove finisco. Ah già, eravamo rimasti al telefonino touch screen e alla rubrica scomparsa.
Ieri  ho riavuto il mio telefonino, quello con i tasti, internet, le foto  e poco altro ancora. La rubrica no, quella ora è quasi vuota, un deserto dei tartari  con il mio cellulare fare da avamposto. Sono tornato l’uomo della giungla che sono sempre stato e che in fondo ho sempre amato essere; quello che costruisce le capanne. Sono abituato alle ripartenze e riempire gli spazi vuoti mi affascina e poi le tabulae rasae sono belle perché sopra ci si può solo costruire. Tanto per cominciare accenderò un fuoco e manderò segnali di fumo.

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6 pensieri su “Communication

  1. Il cellulare io non lo sopporto,ci ho provato ma non mi piace.
    Forse l’ho usato troppo per circostanze dolorose,in quel frangente era utile…
    Ho trovato l’unica funzione di utilità…lo uso come sveglia…funziona benissimo….:::)))

  2. Ormai senza cellulare mi sento persa, anche se ne faccio un uso moderato. Una moderna dipendenza.

  3. @ loulamae,
    Ambasciator non porta pena. Il cellulare in fondo è solo un veicolo di informazioni, non ha colpa. Piuttosto… dimmi come si mette la sveglia! 🙂

    @ pyperita,
    una moderna dipendenza? Mi chiedo come sarebbe quella antica…. 🙂

  4. Rimpiango i tempi in cui era possibile ‘scomparire’ senza essere rintracciati. Vedo nel cellulare uno strumento di controllo più che di comunicazione.

  5. a me a parigi hanno fregato uno di quei cellulari touch screen tanto di moda. aveva un sacco di funzioni, compresa quella di registratore di suoni e filmati. inutile dire che ho perso tutti i numeri salvati nella memoria del telefono e anche sulla sim. per fortuna ne ho recuperati parecchi custoditi nella memoria del vecchissimo nokia che ho ripreso ad usare. a parte ciò, è vero quel che dici di rubriche e blogroll …

  6. donnadona in ha detto:

    …tecnologia…
    🙂

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