ottimistaperplesso

Quello che non siamo in grado di cambiare dobbiamo almeno descriverlo (R. W. Fassbinder)

Una spiaggia

Così vanno le cose. Chiamano squadre di giardinieri per allestire un giardino di 5000 mq e solo dopo si accorgono che l’acqua per irrigarlo è salmastra; se ne accorgono quando i fiori mettono la testa in giù e le foglie si accasciano. Ma d’altra parte se tutte le cose andassero bene nessuno mi chiamerebbe e invece:
“ Dottore abbiamo un problema…” mi dice l’architetto  “…le piante stanno seccando una dopo l’altra, dev’essere colpa dell’acqua, dobbiamo trovare una soluzione, a fine mese inauguriamo.”
Inaugurano il nuovo parco di un albergo sul mare. Il parco è stato letteralmente strappato alla collina bonificando la selva e ricavando un pendio sul quale hanno impiantato il giardino.
Le prime analisi dell’acqua fatte sul posto confermano le ipotesi iniziali: la salinità è altissima così come i cloruri; poco o nulla che non sia vegetazione palustre cresce con quest’acqua. Il resto delle analisi le lascerò al laboratorio; chiedo all’idraulico notizie sulla portata di picco e sul sistema di irrigazione, dati che mi serviranno per dimensionare l’impianto di trattamento dell’acqua.
Qui non c’ero mai venuto anche se la spiaggia l’avevo vista dal mare, una baia di sabbia dorata e luccicante già ora come a voler attrarre i turisti.
Al direttore che mi accompagna chiedo se posso visitare la spiaggia. “Ma certo!” risponde, così scendo sulla sabbia.
Non so perché ho sempre questa voglia di fotografare e di mostrare le cose, più agli altri che io le vedo di persona. E’ come se volessi condividere le immagini, farle conoscere a chi non le vede, suscitare pensieri e emozioni, magari le stesse che provo io mentre mi guardo attorno o scatto foto. E’ un “virus” che ho da sempre e dal quale l’età non mi ha fatto guarire.

Ed eccola la sabbia, dorata e vergine. Le sole impronte sono le mie e quelle di una coppia che poco più avanti prende il sole su un lettino. Chissà perché immagino così la spiaggia in cui sbarcò Ulisse quando tornò a Itaca.

La sabbia scompare tra la vegetazione. Una faccia della moneta e il suo contrario; la luce piena e il buio fresco dell’ombra. Il confine tra la quiete rassicurante del tangibile e il groviglio affascinante dell’ ignoto.

 

All’interno nessun limite è netto né è possibile tracciare alcuna linea che abbia un senso definito; pure il concetto di orizzonte che tanto fa cantare i poeti varcato questo limite non ha più senso e appare disintegrato. Alberi, intrico di rami che divergono e poi convergono in una specie di dialogo assiduo, e cespugli e foglie e pendii scoscesi.

 

E dove il pendio non tiene ecco affiorare le radici, l’anima di ogni albero, quella che non si vede mai ma quando accade ci noti un che di possente per certi versi di pauroso, come possono esserlo i tentacoli di una piovra.

 

Una piovra che qui fende il terreno, lo percorre in profondità, lo viola ma alla fine lo tiene assieme così come tiene questo masso che pare galleggiare sulla mia testa.

 

E’ tempo di uscire, di infrangere la scena ombrosa di questo retropalco e tornare sulla spiaggia, alla luce che abbacina. Un tronco sulla sabbia. Io ci vedo i resti di una chiglia, una nave,  la nave di Ulisse con il suo equipaggio disperso, polverizzato; annichilito da quel canto di Sirene che mai uomo sentì dopo di loro.

E ora di andare; lascio la spiaggia, passo sotto un pergolato di glicini e vado via.

Annunci

Navigazione ad articolo singolo

6 pensieri su “Una spiaggia

  1. Tutto questo ben di Dio se lo godranno solo i clienti dell’albergo?
    (Grazie alle foto ne godiamo in minima parte anche noi …)

  2. Scusa ma dove è questo posto meraviglioso?

  3. Scusa ma Ulisse e le sirene dove sono?
    Forse polifemo ha fatto man bassa….che Odissea…:)

  4. @ mariella_tafuto,
    solo loro… e qualche infiltrato come me

    @ pyperita,
    seconda stella a destra questo è il cammino
    e poi dritto fino al mattino…

    @loulamae62,
    io cercavo soprattutto le Sirene, ma niente da fare

  5. Sarà opera di quella maga della Circe……una ne pensa e cento ne fa…

  6. Ho appena lasciato un commento sul tema della fotografia come testimonianza di un’esistenza, opportunità di ripercorrere il tempo. Io dovrei stamparne moltissime che sono sul pc, ma se le lascio qui è come se non ci fossero. Dobbiamo averle tra le mani per penetrare la foto, ne sono certa.
    E’ bella, al di là di ogni significato, la volontà di condividere le tue emozioni, esperienze, storie.

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: