ottimistaperplesso

Quello che non siamo in grado di cambiare dobbiamo almeno descriverlo (R. W. Fassbinder)

Lontano lontano

Quanto è ampio il raggio d’azione di un amore, fino a quale distanza fa sentire i suoi effetti? Nessuno lo sa. Se per un giavellotto o per un disco possiamo ipotizzare la distanza massima a cui può portarli un lancio per un rapporto sentimentale no; evidentemente l’energie che l’amore sprigiona hanno poco di fisico o muscolare, difatti nessun allenamento ne migliora la prestazione. A dispetto delle leggi della fisica e delle regole che governano il moto dei corpi due persone possono amarsi anche stando agli antipodi, si tratta di una comunicazione a così grande distanza che non richiede energia alcuna.
Non si sa ancora (né lo scoprirò io), quale flusso riesca a collegare due entità fisiche così distanti, un flusso che sia misurabile intendo. Deve trattarsi di qualcosa di portentoso e di veloce, forse più della luce; e poi senza alcun tramite visto che non ha bisogno né di un computer di origine né di un server né tantomeno di un modem.
Potreste dire: “Ma è semplice, due innamorati comunicano col pensiero…” . E’ vero, ma se non ci fosse l’amore tali pensieri non arriverebbero sempre a destinazione o ci arriverebbero rifratti e invece ognuno di essi arriva nel punto esatto dove deve arrivare. Incredibile no?
A me però quello che interessa non è tanto il filo invisibile che unisce due corpi, quanto i due nodi che si formano alla sua estremità. Nodi stretti attorno a qualche organo (non necessariamente il cuore; può essere uno dito, una spalla, un collo) che io vedo come un sigillo, un qualcosa che racchiude qualcos’altro che può essere solo di quei due e di nessun altro; punti di sutura di una ferita identica in entrambi i corpi. E’ la famigerata “ corrispondenza d’amorosi sensi”, quello stato di grazia che fa si che tutto quello che ci succede passa automaticamente all’altro contento a sua volta di riceverlo.
Te voglio…te penzo…te chiammo
Te veco… te sento… te sonno

Canta Sal da Vinci nella celeberrima “Passione” (Libero Bovio, 1934). Anche qui la lontananza se da un lato è fiamma che consuma dall’altro diviene consapevolezza estrema della propria forza e dell’importanza dell’altro. Ascoltatela.

http://www.youtube.com/watch?feature=player_detailpage&v=uTv-26u57kQ

Nodi allora; terminali formidabili di corrispondenze altrettanto formidabili. Con nodi di questo genere la lontananza diventa uno stato fisico poco o nulla importante. Intendiamoci, non che il fuoco del desiderio non divampi ma paradossalmente la distanza diviene prova affascinante da superare anzi pare arricchire di più il rapporto come se in questo frattempo le cose che si scoprono dell’altro siano tali e tante che diverrà bello dirgliele al ritorno.
Per conto mio ritengo la distanza più che una limitazione l’opportunità di “godere” meglio dell’altro. Non so quale poeta, forse io, scrisse un giorno a tal proposito:
“La tua assenza è un fazzoletto che ha all’angolo un nodo,
la tua assenza è un crogiolo dove fondo metalli bellissimi”.

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Un pensiero su “Lontano lontano

  1. E’ che l’amore è il fenomeno più anomalo e portentoso dell’universo.
    Credo nessuno lo possa analizzare e spiegare: per afferrarlo bisogna prima lasciarsi afferrare da lui.
    Solo la pesante leggerezza di un cuore innamorato riesce a “sentire” ciò che non è dato sapere.

    Marcovaldo, non ti conoscessi direi che sei innamorato;-)
    Del resto… è primavera!

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