ottimistaperplesso

Quello che non siamo in grado di cambiare dobbiamo almeno descriverlo (R. W. Fassbinder)

Francé

Oggi ho incontrato la donna con cui stavo 20 anni fa; è successo in un supermercato di una città limitrofa a quella dove ci frequentavamo. Aveva in mano una confezione di cotone idrofilo e la stava mettendo nel carrello.
– “Francé…” l’ho chiamata piano.
Lei si è voltata ha risposto con un: – “Ohhh…” e a me è sembrato il fiotto d’aria di qualcosa che si affloscia. Mi sono avvicinato e l’ho baciata sulle guance, lei mi ha chiesto come stavo.
– “Bene, tu…?”
Mi ha detto che stava bene, qualche problema con la figlia per certe compagnie che frequentava. Io le ho parlato dei miei e del mio lavoro e di come era strano dopo tutto questo tempo incontrarla lì tra i medicali. Lei ha riso e mentre lo faceva io le guardavo il lungo collo, il naso leggermente aquilino e gli occhi di cerbiatto. Ricordavo ora la sua risata ampia di porta aperta, le sue lacrime, la sua pelle fresca.
– “E i tuoi capelli dove sono finiti…?” aveva sorriso.
– “ Non so, stamattina c’erano!” ho mentito.
La mia mente si catapultava all’indietro. Alle corse per raggiungerla, alle parole, tante, alle sue smorfie, alle mie; ai miei occhi spalancati su di lei mentre si spogliava, ai suoi occhi su di me mentre cucinavo, a come mi guardava mentre le dicevo cose che mai nessuno le aveva detto, occhi increduli ché mai pensava che un uomo potesse dirle tutto quello.
Lungo la corsia dei biscotti ha messo una mano sulla mia spalla e l’ha fatta scorrere fino alla spina dorsale. Abbiamo fatto il resto della spesa in silenzio come due separati in casa che escono insieme a far la spesa.
– “Ogni tanto ti penso sai..?” le ho detto volendo rompere quel silenzio.
– “Io ti penso sempre …” ha risposto lei.
I nostri carrelli che procedevano appaiati si separarono alla cassa. Ha scaricato la sua marmellata, il riso, il cibo per cani, il cotone idrofilo, il sapone liquido, due astucci di caramelle. L’ho accompagnata alla macchina, si è appoggiata alla portiera e lì ci siamo salutati.

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7 pensieri su “Francé

  1. Un pò più di entusiasmo no?!!!

  2. meraviglioso. dolce. dolcissimo post.

  3. Don(n)a in ha detto:

    “Abbiamo fatto il resto della spesa in silenzio come due separati in casa che escono insieme a far la spesa.”
    Grande intimità, ma anche grande tristezza

  4. Posso risponderti qui dall’ex cattedra.
    penso che a Shakeaspeare non gli girino per tre motivi:
    1.E’ morto percio’ anche se vendesse copie a un milione non gliene verrebbe nulla in tasca.
    2.Almeno qualche uomo se lo legge magari….visto che molti hanno il braccino corto….
    3.Non ci sono più le mezze stagioni….:))))

  5. Io non lo so mica che farei… con un ex in particolare.. e me lo chiedo ogni maledettissima notte.

  6. situazione che difficilmente mi capiterà di affrontare: manco di ex 🙂
    Ma il di lei pensarti ancora e sempre, mi rende tristezza: certe strade si scelgono, non dovrebbero portare al rimpianto.
    Tuttavia, è anche dolcemente rassicurante sapere che qualcuno continuerà a portarci nel cuore, ovunque vada.

  7. anche a me è capitato
    al banco dei surgelati
    siamo rimasti come due pesci quasi muti
    quasi quasi ci mettevano nel frigo anche noi le commesse
    perchè eravamo proprio come due pesci surgelati 🙂
    ciao:)

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