ottimistaperplesso

Quello che non siamo in grado di cambiare dobbiamo almeno descriverlo (R. W. Fassbinder)

Le vostre vite sparse


Cedar Bar (Red Grooms, 1986)

Mi piace leggere i blog di WordPress anche quelli sui quali capito per quel rimbalzo senza fine che è la navigazione su internet; un blog chiama l’altro e questo un altro ancora in una sorta di caccia al tesoro i cui indizi ti pare di trovarli navigando.
Già, ma cosa si vince? Nulla se non l’illusione di conoscere qualcosa di più dell’universo in cui vivi. Leggo anche i blog americani così diversi dagli incazzatissimi e tormentatissimi nostri; amo il loro carattere descrittivo, il gusto degli spazi aperti e quel “familismo” country che vi alberga; foto di figli, mariti, cani, suocere, divani. Noi non lo faremmo mai, prigionieri come siamo della tenzone, della critica politica e dell’indagine sull’animo umano.
Eppure è quest’ultimo il genere di blog che apprezzo. Mi piacciono quelli che fanno domande (più a se stessi che agli altri) e le mettono per iscritto; quelli che provano a sondare l’insondabile, che tentano di raggiungere un qualche nervo; oppure raccontano se stessi, i loro drammi, le speranze, o solo quello che gli succede che pure è un modo per sentirsi vivi. Così quando li leggo, quando vi leggo, mi piace farvi un ritratto, identificare un atteggiamento, un’attitudine, una parvenza.
Mi piace intravedere le vostre vite sparse (si, anche la tua) e inquadrarle in una dimensione spazio-temporale che nulla ha di virtuale. Eh si perché siete veri… dite la verità, a volte ne dubitate.
Così veri che quando scrivete vi rivelate o almeno rivelate qualcosa a me; niente di particolare s’intende, ma a me basta per “fotografarvi” o per meglio dire ritrarvi; e se poi quel che ho inteso sia vero o no poco importa, conta questa migrazione di sensazioni che in ogni caso mettono in moto il cervello, lo fanno lavorare e catturare stimoli nuovi.
Così solo leggendovi mi piace pensare a Tizio che prende l’autobus, a Caio che innesta un melo o a Sempronia che cammina per strada o china sulla scrivania. Ciascuno con pensieri, sogni, desideri che mai si sognerebbero di raccontare ma che se leggi tra le righe puoi tentare di intravedere e dare loro un senso.
Vale anche per quelli che mi leggono naturalmente. Che tipo sarà questo tale Marcovaldo che scrive di tutto come se su tutto avesse da dire e da ridire; cosa cerca che non ha ancora trovato, a quale meta ambisce e soprattutto quando la finirà?
Le vostre vite sparse; puntini luminosi ognuno con la propria individualità. Fanno capolino dai balconi delle case, dai letti, dagli scrittoi, dalle scuole, dalle fabbriche, dagli incroci stradali. E i vostri sguardi; ora tristi ora gai, lanciati verso le nuvole o sprofondati verso terra.
A me pare di vederle tutte le vostre vite sparse. Ho scritto questo post per rendervi omaggio.

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4 pensieri su “Le vostre vite sparse

  1. Marcovaldo mi rattrista vederti partecipe per la cultura dell’immagine e dell’indifferenza country americana e rigettare ciò che noi abbiamo di positivo come Saviano,una persona che magari ti parrà noiosa ma che in quanto a cultura forse ha da insegnarne un pò a tutti.
    Una persona che denucia cose in prima persona che altri in modo diverso avevano fatto prima di lui,proprio perchè la vita alle volte va vissuta da attori e non da spettatori e i Beautiful di Ridge ,con il mascellone a trendadue denti e la battuta al posto giusto li trovo squallidi.
    Sai forse Saviano è noioso,però è un grande,uno che malgrado pesti i piedi a tutti e riceva ogni giorno minacce ,continua perchè come dice una canzone”questa vita non ha senso se hai paura di una pallottola puntata…”
    Ognuno comunque fa bene a deliziarsi pure nel trash,preferisco deliziarmi nell’ironia intelligente che con i quizzetti da quattro soldi che tutti i giorni importiamo.
    Sono tormentati i nostri blog?Pazienza,sono specchio delle nostre vite,forse i cowboy hanno poco da ricordare,pur avendoci fatto assorbire una gran parte della loro superficialità .
    Come amo questa televisione intelligente che ti fa pensare….

    …….Marcovaldo

  2. Un post pieno di riflessioni che condivido. E’ vero, leggendo i vari blog, si incrociano le vite di tante persone che ci piace immaginare, a cui magari diamo un volto, un’età.
    E questo è molto emozionante.

  3. Fazio gira da anni sugli stessi clichés e io lo trovo stantio e ripetitivo. Non che debba fare chissà che di rivoluzionario ma quando si presenta un programma nuovo, qualcosa di nuovo dovrebbe esserci. Saviano di questo arcinoto carillon è il ballerino perfetto. Non amo più il suo tono sacerdotale, mi annoia, le cose che dice sono le stesse da 10 anni. Identiche. Hanno perso di immediatezza e forse di lucidità. Non trovo sia giornalismo il suo o almeno non è quello migliore, piuttosto è il coltivare di un filone, un’assuefazione indolente.
    Può accadere quando le parole perdono l’antica spinta propulsiva e divengono stanche ripetizioni di sillabe in un programma televisivo anch’esso stanco.

  4. Sai Marcovaldo,avrà anche un tono sacerdotale ma dice cose sacrosante.
    Oggi a Brindisi è successa l’ennesima offesa da parte di chi fa tacere le coscienze e forse questa è l’indifferenza che porta all’assuefazione e non parlo di tv ma di vita,non mi interessa se il Saviano televisivo ti annoia,mi interessa il Saviano che denuncia che non ha bisogno di mettersi farfalline per fare ascolti…

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