ottimistaperplesso

Quello che non siamo in grado di cambiare dobbiamo almeno descriverlo (R. W. Fassbinder)

L’ultimo zolfo

E’ luglio e per la vigna quello che è fatto è fatto. Mi aggiro tra i filari ed è come superare un valico; comincia la discesa verso la vendemmia. La vite è rigogliosa; ha foglie potenti, grappoli dagli acini già grandi, lunghi tralci aggrovigliati ai fili. Luglio è il mese in cui le viti da adolescenti diventano adulte; smettono di crescere, le foglie si fanno dure e le nervature acquistano spessore; ora così allineate sembrano musicanti di una banda schierata per la parata.
Ma non tutto è concluso, c’è da dare l’ultimo zolfo che se la peronospora è sconfitta l’oidio non ancora e se arriva fa esplodere i grappoli con gli acini che si spaccano come soldati feriti in guerra.
Contro l’oidio si usa lo zolfo. Mi piace quello in polvere, mi piace vedere la sua nuvola uscire dal mantice, farsi strada nell’aria e coprire foglie e grappoli.
Ho un mantice di chissà quanti anni, nemmeno so più a chi appartenesse; so che quando lo uso sento sull’impugnatura tutte le mani di quelli che mi hanno preceduto. Mi fa quest’effetto.

Riempio il piccolo serbatoio, avvito il tappo e comincio. Lo dico per voi che leggete e vorrete fare altrettanto; la polvere di zolfo è caustica, non irrorate mai controvento, indossate occhiali che garantiscono una buona tenuta e attenzione al sudore che scende dalla fronte. Intriso com’è di vapori di zolfo è una bomba a orologeria diretta verso i vostri occhi; ne scaturiranno lacrime di fuoco e tutti i diavoli dell’inferno sembreranno ballare attorno a voi. Lo faranno per una buona mezz’ora.
Ecco la nuvola, si protende nell’aria come una lingua magica.

Pfff… Raggiunge la vite, precipita lungo le foglie, imbianca i grappoli, li copre con un velo, li protegge.

E’ l’ultimo trattamento prima della vendemmia; tra un po’ i grappoli prenderanno colore, diverranno dorati o rosso rubino. Saremo a settembre e la vigna sarà un tripudio di odori, colori e fragranze zuccherine; vorrà festeggiare anche lei il mio cinquantunesimo compleanno.

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Un pensiero su “L’ultimo zolfo

  1. M’incanto sempre a leggere i tuoi racconti di coltivatore diretto, le tue cronache campestri corredate da bellissime foto. Buon compleanno te lo dico adesso, che poi va a finire che me ne dimentico al momento giusto.

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