ottimistaperplesso

Quello che non siamo in grado di cambiare dobbiamo almeno descriverlo (R. W. Fassbinder)

Un ago nella gola

L’appuntamento è alle otto del mattino. Faccio una doccia accurata; lavarmi con cura prima di un evento che mi pare importante  rende la consapevolezza che nulla di più di quanto fatto avrei potuto fare, mi dà il senso di essere preparato almeglio. I tuoni che devono arrivare ancora non si sentono così il percorso è in pieno sole con la città appena sveglia e i bar con i cappuccini sul banco. Ho un nodulo di tre cm nella tiroide, anzi ne ho tre ma gli altri due sono diminuiti di dimensione questo no, cresce che una bellezza. Oggi vedremo se è benigno o maligno.
Da un furgone scaricano le pesche per l’ortolano e poi cocomeri e pomodori. I bagnanti delle spiagge libere  raggiungono la riva con i thermos e le sdraio sulle spalle poi aprono gli ombrelloni. Il fatto è che un nonno e due dei miei zii sono morti di tumore e la cosa mi fa pensare a una sorta di grande ruota che gira per decenni prima di fermarsi e mostrare la bandierina con il mio nome.
Suono il campanello dello studio, la ragazza mi accoglie con un buongiorno sorridente e mi fa accomodare. Musica classica nelle orecchie e alle pareti attestati di partecipazione a non so quali corsi.
“Buongiorno!”  dice il dottor M.
“Buongiorno!” rispondo restituendogli la stessa espressione ottimista. Ha i baffi alla Umberto e il taschino pieno di penne; al muro il giuramento di Ippocrate e sulla scrivania la foto con la moglie e la figlia. Mi stendo sul lettino, il soffitto ha un bel color pesca. Mi apre la camicia sul collo e disinfetta la parte.
“Non deglutisca fino a che non glielo dico io.”
“Va bene. “
Sento l’ago penetrare nel collo. La sensazione è quella di un corpo estraneo che ti entra dentro. Devono provare la stessa cosa le donne quando fanno l’amore senza piacere. Ho pochi pensieri e rilassati anche se quasi tutti negativi: penso alle cose che lascerei e alle persone, a ciò che ho cominciato e che non terminerei. Come vivrà il mondo senza di me, lascerò un segno? Quali ricordi serberanno di me … E cosa c’è di là, può essere che mai nessuno l’abbia potuto raccontare? Dev’essere un imbuto scivoloso che scenderci è facile  risalirlo no. Minato dalla peritonite il grande Houdini promise alla moglie: “Se si può tornare tornerò …” Ma non tornò. Come spesso mi succerde i pensieri si avvitano come un’elica nell’acqua.
“Fatto…”- dice il dottore “ …ce la fa ad alzarsi?”
“Si!.
Mi sollevo e vedo l’immagine del nodulo ferma sul monitor. “Non deve essere stato difficile centrarlo…” gli sorrido. “Posso vedere il vetrino?”
Mi fa vedere la strisciata che sarà analizzata al microscopio. Una chiazza bianca da decifrare e a me pare di essere in uno di quei Luna Park in cui di sicuro hai vinto un premio ma ancora non sai se è una bambolina, un pupazzetto o una pistola giocattolo. La risposta l’avrò tra 15 giorni.
Esco che il sole è alto, la spiaggia  è già piena; un tale scende a riva con un cocomero sotto il braccio.

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10 pensieri su “Un ago nella gola

  1. lauramentre in ha detto:

    pic indolor…e facci sapere…io ci tengo!

  2. Facci sapere, speriamo che sia tutto a posto!

  3. m. in ha detto:

    molti auguri, di cuore
    m.

  4. Don(n)a in ha detto:

    mi unisco a chi mi ha preceduto nel farti i miei auguri e appena puoi facci sapere qualcosa.
    Donatella

  5. Nella mia famiglia a statistiche sto anche peggio di te, posso capire l’ansia
    Mai come ora la necessità di far appello a tutto l’ottimismo di cui sei capace, sembra banale ma curare l’aspetto emotivo è fondamentale.
    Poi mi associo all’attesa del responso, e alla speranza vada tutto per il meglio.
    Un abbraccio!

  6. da ottimista perplessa, anch’io resto in attesa.

  7. Ebbene, le analisi hanno dato esito negativo il nodulo è di natura benigna; ora vedremo come fare per ridurne le dimensioni. Tutto bene quindi.
    Voglio aggiungere che questo post mi ha creato un che di disagio; non sono abituato a parlare in pubblico di tali argomenti a maggior ragione quando mi riguardano; vi colgo il rischio di una celebrazione automasochistica del male, dell’esposizione di carni in un banco di macelleria. Ne ho voluto parlare lo stesso, sia per dare data e cronaca a questo evento sia per mettere per iscritto qualche banale pensiero sull’esistenza. Ringrazio tutti.

  8. Mi associo alla Dona, felice per te.

  9. statitisticamente una persona su tre va incontro, nella sua vita, a tumore. E di questi tempi non tutti muoiono. Le cure sono molto più efficaci e l’imaging ci aiuta enormemente.
    Quindi tutti abbiamo parenti ed amici che hanno o hanno avuto un cancro e questa non è familiarità.

    Ora immaginalo detto da una donnina sui 60 molto energica con l’erre un poco moscia e che pronuncia le parole che finiscono in mente (probabilmente, successivamente) in quel particolore modo che ha ad esempio Fini.
    Questo è l’incipit del mio corso di oncologia.
    Raccontati da lei non fan neanche tanta paura… a parte quelli del pancreas.

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