ottimistaperplesso

Quello che non siamo in grado di cambiare dobbiamo almeno descriverlo (R. W. Fassbinder)

Il mio blog fà duemila nodi in mezzo ai ghiacci tropicali ed ha un motore di un milione di cavalli che al posto degli zoccoli hanno le ali …

Nel mio consueto girovagare su WP mi sono imbattuto in uno di quei blog che vanno per la maggiore; lì c’era un post tra i cui commenti uno faceva: “Com’è possibile che un articolo così bello non è ancora arrivato tra quelli più letti?”
“Tranquillo – rispondeva l’autore – ” vedrai che stasera ci sarà”.
E aveva stagione perché in serata era nella pagina degli “Articoli più letti” con il commento dello stesso autore che diceva: “Che ti avevo detto? Siamo tra i più letti.”
Ora non voglio indagare su come abbia potuto un banale post (si trattava del copia- incolla dell’articolo di un quotidiano) finire nella top list di WP; i sistemi sono vari e mi interessano poco.
Mi interessa invece dire la mia su questa caccia alla visibilità e al consenso, attitudini che se nella vita reale hanno ragione d’essere (dalla visibilità traiamo spesso un vantaggio) sembrano non averne in quella virtuale. Qual è il fine allora di questa esasperata ricerca di consenso virtuale?
Premesso che potrebbe non essercene nemmeno uno e nzi qualcuno di voi potrebbe rispondermi:
“Ma quale fine! Io scrivo perché mi piace, e il voler essere apprezzato è da sempre insito nell’animo umano.”
Vero, ma le risposte facili non ci sono mai piaciute e allora proviamo a trovarne altre.
Uno dei fini potrebbe essere la ricerca di una qualche sicurezza. La visibilità e la notorietà infondono sicurezza tanto che i problemi se appaiono non sono mai imminenti; i followers sono sacchi di sabbia sul ciglio di una trincea e qualunque colpo sparato contro di noi non ci attingerà o arriverà attutito.
Inoltre il consenso reale o virtuale che sia dà coraggio, olia la considerazione di sé, innalza il livello dell’acqua nel bicchiere facendolo apparire più pieno di quanto sia; lubrifica inoltre i meccanismi che sottintendono alla prudenza così ogni cosa ci pare fattibile e alla nostra portata; tutto ci è permesso di dire e siamo convinti di possedere proiettili per cento cannoni.
Un altro fine potrebbe essere il desiderio di essere amati. Avere tanta gente intorno scaccia la solitudine, ci fa sentire protetti; e poi tra tanti potremmo ben scegliere (il calcolo delle probabilità in questo caso verrà senz’altro in nostro aiuto) quello con cui meglio ci si intende e se va male ne troveremo un altro e poi un altro ancora. Un prato fiorito tutto per noi, bello da guardare ma anche da coglierci qualche fiore.
Comunque la mettiamo la ricerca del consenso virtuale ci appaga, diventa abitudine, aspettativa, gratificazione; delle volte cibo nutrientissimo. Si scrive e si aspetta il riscontro; se tarda ci si cruccia: “Dove ho sbagliato? Non mi seguono più, sto rimanendo solo”.
La paura della solitudine; il timore di ritrovarsi con nemmeno un avatar da guardare ridimensiona la nostra voglia di agire e appiattisce il nostro elettrocardiogramma. Per fortuna a riportarlo su provvedono le visite, i commenti i “like”; evviva si torna a vivere.
Ma la vita vera non è qui; non è su WP non è su Facebook, né su Twitter e 100.000 followers non sono nulla, adesso li avete domani non ci sono più e non averli sappiatelo non vi cambierà la vita; io stesso a centinaia, migliaia di km da voi sono nulla, sono due righe a volte scritte bene a volte no disperse in questo grande mare senz’acqua che è il web. Questo sono io e questo è il mio blog; che poi farà al massimo due o tre nodi.

Navigazione ad articolo singolo

5 pensieri su “Il mio blog fà duemila nodi in mezzo ai ghiacci tropicali ed ha un motore di un milione di cavalli che al posto degli zoccoli hanno le ali …

  1. d’accordissimo. però va detto che via blog (ai tempi di splinder, per la precisione) ho conosciuto persone che poi sono diventate mie amiche nella vita vera.

  2. Ah si Splinder; avevo anch’io parecchi amici ma che non ho mai conosciuto di persona, un pò per timidezza un pò perchè dal vivo vengo meno bene che in fotografia.

  3. Auguriiiiiii! E nemmeno ti chiedo quanti sono (ma quanto sono umana, eh?)
    Baci baci

  4. Solo 51 only. Ho ancora una vita… ehm… mezza, davanti a me🙂

  5. Beh, dai, allora sei un bimbo! Però molto, molto indaffarato🙂

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