ottimistaperplesso

Quello che non siamo in grado di cambiare dobbiamo almeno descriverlo (R. W. Fassbinder)

La potatura dell’ulivo. 14 cose da sapere prima di salire sull’ albero.

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Le tante visualizzazioni dei post sulla coltivazione dell’ulivo se da un lato rendono l’autore contento dall’altro lo responsabilizzano alquanto; è il periodo in cui si sale sugli alberi per potarli e gli spiacerebbe (sono tanti ma non tantissimi e perderne già 4 o 5 sarebbe una tragedia) se qualche lettore cadesse. Anche perché chi vi scrive qualche giorno fa è caduto davvero (da una scala) e solo il fato non avverso gli evitato danni importanti. Questo vademecum dunque vale per gli altri come per lui.
Naturalmente quando si parla di salire su un albero si sottintende l’utilizzo di una scala, farne senza risulterebbe improvvido non essendo noi passeri tantomeno scimmie.

1) Le scarpe. Non basta che la suola sia di gomma, dovrà essere sufficientemente morbida e scolpita per garantire aderenza. Suole lisce serviranno a poco; sopra un ramo appena bagnato non serviranno a niente.

2) La scala. A pioli, singola o a sfilo innestabile (la mia è così). Evitate le scale multi posizione, quelle che a seconda di come le monti si trasformano in trabattelli, ponti sospesi o tavoli da picnic. Semplicità vo’ cercando.

3) Appoggio della scala al terreno. I piedi della scala devono appoggiare stabilmente sul terreno; non è importante che lo stesso sia orizzontale basta che i punti di appoggio siano alla stessa quota. I pioli a guardarli dovranno apparire sempre orizzontali.

4) Appoggio della scala all’albero. Lasciamo che tre o quattro pioli sporgano dal ramo di appoggio; durante le operazioni di taglio il ramo può oscillare verso l’alto e una scala appoggiata troppo all’estremità cadere. Vi assicuro non c’è modo più balordo di cadere; anzi no ce n’è un altro, quello di tagliare il ramo su cui poggia la scala ma a parlarne farei torto alla vostra intelligenza oltre che al mio seppur perplesso ottimismo.

5) Inclinazione. Vale la regola del quarto. La distanza tra base della scala e tronco dovrebbe essere pari a 1/4 della lunghezza della scala (Es: 1 metro se la scala è lunga 4 metri). Una distanza superiore ne favorirebbe lo scivolamento, una inferiore l’avvicinerebbe troppo alla verticalità e basterebbe un colpo di vento o una oscillazione del ramo per farla ribaltare all’indietro (terribile cadere senza poter vedere dove si sta cadendo).

Va bene, avete sistemato la scala e siete saliti, ora siete sull’albero; con le forbici o il segaccio potete cominciare a lavorare. Senza dimenticare che…

6) Salita. Mai salire sugli ultimi tre pioli, spostereste il baricentro troppo in avanti e la scala potrebbe ribaltarsi. Evitate movimenti laterali tipo pendolo, il centro di gravità si sposterebbe verso l’esterno dei montanti.

7) Legami. Legate la parte superiore della scala a un grosso ramo; in casi estremi sarà l’unica vostra salvezza.

8) De visu. Lavorate con il viso rivolto alla scala, mai voltarsi sulla schiena, non trovereste alcun appoggio in caso di perdita di equilibrio. Vale anche per quando scendete, procedete facendo scorrere le mani sui montanti .

9) Già, le mani. Naturalmente le proteggerete con i guanti; un colpo fortuito di sega avrà conseguenze diverse se impatterà con una ruvida tela o con il dorso della vostra mano (perché è sempre lì che vi colpirà). A proposito, abbiate una mano sempre libera vi servirà per le emergenze.

10) Un salto sul ramo. E’ bellissimo salire su un ramo, ma prima di farlo saggiatene la portanza, magari caricandovi inizialmente solo una parte del vostro peso. In genere il ramo vi “avvisa” quando sta per cedere, magari con degli scricchiolii ma non sempre; se ne avete troppo sottovalutato la resistenza vi abbandonerà in maniera repentina senza lasciarvi il tempo di dire “Ohhh”.

11) Ok state per cadere. Lasciate andare segacci, forbici e quant’altro avete in mano; atterrare indenni è ben magra consolazione se poi si viene trapassati da lame varie.

12) Pensieri, aneliti, sospiri. Il panorama, il venticello, le nuvole sopra di voi; tutto da lassù spinge alla contemplazione; vi verrà da pensare all’orizzonte, alla vostra amata, al senso della vita. Datevi un tempo per ciò, concedetevi una “pausa poetica- sentimentale” trascorsa la quale tornerete a ragionare di quello che state facendo. Precipitare con in mente una frase d’amore o una rima poetica sarà sì appagante ma comunque potenzialmente letale.

13) Ricordate. Siamo nati per stare a terra, ogni tentativo di volo non è che un salto, il più delle volte goffo.

14) Se già due di questi punti non vi convincono chiamate il potatore.

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4 pensieri su “La potatura dell’ulivo. 14 cose da sapere prima di salire sull’ albero.

  1. Vale lo stesso anche per quelli nei vasi?:DDD

  2. Si, magari cambiando il titolo: “14 cose da sapere prima di salire sullo sgabello”
    Buon anno loulamae62 e buon anno a tutti!

  3. @ Camillo,
    a me il primo innesto è riuscito, degli altri tre due non hanno attecchito. Dov’è l’arte? Non c’è. L’innesto è una operazione chirurgica, un tentativo di influire (o interferire) sulla vita di un altro essere; può riuscire, può non riuscire.
    Certo è che se acquisisci la giusta manualità le cose sono più facili ma non è detto. Conta la tranquillità; per fare un buon innesto devi essere calmo, devi pesare i pensieri e renderli agili allo stesso tempo. Conta anche la sicurezza dei movimenti, un taglio incerto pregiudica quasi sempre l’ operazione.
    Ciò nonostante pur avendo a favore le condizioni l’innesto può fallire; ma non disperiamo, ritenteremo.
    Alcuni suggerimenti di base per non sbagliare? Eccoli.
    a) il ramo da innestare deve essere tagliato al momento giusto, quando cioè la gemma è turgida ma non ancora sbocciata;
    b) la marza deve aderire perfettamente al portainnesto e la corteccia che la richiude aderire perfettamente alla marza;
    c) non lesinare il mastice, la chiusura delle ferite deve essere anch’essa perfetta.
    Buona fortuna e buon anno a te.

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