ottimistaperplesso

Quello che non siamo in grado di cambiare dobbiamo almeno descriverlo (R. W. Fassbinder)

Ex cathedra di dicembre 2012

Matita

Domenica 2. “Ma tu chi sei?” canta Ramazzotti; “Se sapessi dove sei…” fanno eco gli Stadio. In questi tempi di incertezza non siamo sicuri di noi stessi figuriamoci delle nostre donne. A proposito, non vedo mia moglie chissà dov’è…

Martedi 4. Mi capita a volte di non ricordare dove ho parcheggiato la sera prima così potete vedermi alcune mattine vagare alla ricerca dell’auto. Mi riconoscerete dall’aria di pipistrello con cui mi muovo.

Venerdì 7. Dico una cosa che non è propriamente da macho ma tant’è, mi leggono così in pochi che passerà inosservata. Ho sempre puntato al cuore delle donne prima che al loro culo; il tempo non mi ha cambiato, sono ancora così.

Domenica 9 Oggi a una mostra fotografica cercavo le foto più bella, ebbene non c’era. Non c’era perché ogni foto era un respiro a se stante, una dichiarazione d’amore dell’autore a quello che vede; e ogni click è un si.

Martedi 11. Oggi ho fatto così tanti chilometri, per di più accidentati, che la metà bastava. Mi hanno fatto compagnia la radio e la vocina del navigatore che di tanto in tanto suggeriva: “Tornate indietro quando potete”.

Martedi 18. Monti gigioneggia e riflette se candidarsi, Ingroia dal resort in Guatemala riflette se candidarsi, Berlusconi fidanzato riflette se candidarsi. Decine di migliaia di italiani non riflettono su alcunché, sperano di fare un Natale dignitoso.

Sabato 22. L’amore per la radio nacque da bambino dopo che recuperai non so come una vecchia radio a valvole. A letto, la luce spenta, solo la radio illuminata, ruotavo la manopola e raggiungevo radio Montecarlo, radio Tirana e radio Mosca. Mi sembrava di volarci sopra.

Giovedì 27 Provo tenerezza per le parole declinate al femminile: “Sono andata” “Mi sono vestita” “Siamo uscite”. Le trovo piene, mature e facenti parte di un mondo memorabile, tanto più bello di quello maschile.

Sabato 29 Mi hanno regalato una di quelle boccette di vetro che a girarle sottosopra scende la neve; dentro c’è un piccolo presepe. Non sono abituato alla neve così passo il tempo a rivoltarla e vedere come scende; a Giuseppe e Maria sono venute le vertigini; Gesù Bambino non vi dico.

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