ottimistaperplesso

Quello che non siamo in grado di cambiare dobbiamo almeno descriverlo (R. W. Fassbinder)

Vicoli

200520131871

Due salti e sono nei vicoli. Li faccio spesso, un po’ per ricordarmi chi sono e da dove vengo, un po’ per necessità che certi negozietti sono lì e in nessuna altra parte. C’è ancora una merceria dove da piccolo entravo a comprare il cotone per mia madre; non c’è più la macelleria dove mi mandavano a comprare le fettine di colarda o la pasticceria dalle buone liquirizie.
Per ricordare chi sono e da dove vengo perché qui sono nato e cresciuto; di questi vicoli conosco gli angoli e le pietre fresche dei muri su cui appoggiavo la faccia mentre con il fucile a molla aspettavo i nemici. C’era anche, ma non saprei indicarlo, un balcone disabitato da cui saltavo loro addosso, o l’anfratto dove la cagna partoriva che la mattina le vedevi i figli e io le portavo una giacca vecchia su cui potesse stare calda.
Scalinate strette e ripide, una vertigine, due salti e sono nei vicoli. Non sono tutti uguali no, c’è quello che il sole ci entra anche se per poco e quelli che non lo vedono mai; quelli lato mare sono per tradizione dei pescatori e sopra i portoni oltre alla data c‘è sempre incisa un’ancora; quelli lato terra dei contadini, su molti muri c’è ancora un anello di ferro dove si legava l’asino per la notte.
Sugli usci le più anziane a confabulare, in qualche modo mi riconoscono, una dice:
“E’ il figlio di Maria, quella che ha sposato Sandrino tornato dal Venezuela.”
“Uguale alla madre…” fa l’altra.
Uguale a mia madre si, gli stessi occhi.
Le case sono così vicine che il sale a quella di fronte glielo passavi dal balcone, così vicine che quando facevano l’amore il piacere era un gorgoglio sonoro (quelli degli uomini mi parevano gloglottii di tacchino, quelli delle donne, più taciti, momentanee perdite di equilibrio) che dal mio lettino sentivo distintamente e mia madre a cui chiedevo di quei versi strani rispondeva: “Nulla, qualcuno che si sente male”.
Qui dove c’era un calzolaio ha aperto una rivendita di sigarette elettroniche e più in là dove c’era la pasticceria uno che fa i tatuaggi. La chiesa che mi ha battezzato è invece uguale ad allora, San Giacomo si chiama; ancora oggi fanno il presepe con San Giuseppe e la Madonna grandi grandi e i pastori più piccoli di Gesù Bambino.

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