ottimistaperplesso

Quello che non siamo in grado di cambiare dobbiamo almeno descriverlo (R. W. Fassbinder)

Giugno

010

Mi piacciono le cose che cominciano, addirittura quelle che debbono ancora cominciare; non che quelle in itinere siano meno gradevoli ma il muovere lo sguardo verso qualcosa di arioso che sta per succedere mi affascina.
Per questo mi piace giugno. E’ il mese in cui l’anno si capovolge, resta appeso per un attimo e poi ricade all’incontrario; è proprio quell’attimo che mi piace, quel momento precisamente quantificabile (sono giorni, forse solo ore) in cui l’estate ci appare davanti. Tutto deve ancora avvenire a giugno, i cronometri indicano lo zero, i bicchieri sono pieni; l’attimo prima della partenza.
L’aspettativa, l’attesa, la sensazione positiva che comunque vada sia stato giusto provarci, sia stato giusto vivere che la vita non merita rese, non merita abbandoni e tutto quello che ci capita è perché in qualche modo ci è stato consegnato e dobbiamo prenderla come una sorpresa, sempre, che quello che verrà lo avremo creato noi e non può essere che bello e piacevole magari fino alla fine o forse fino a metà, o solo all’inizio ma fa nulla, viviamo per lanciare sassi, fare piroette, osare, essere noi stessi,ridere piangere; viviamo per sentire il nostro cuore che batte, non importa se in compagnia perché nessun cuore batte in funzione di un altro, batte e basta anche se sentirne due assieme non ha prezzo.
L’attesa, l’aspettativa; in quello che faccio c’è un solo istante in cui entrambe raggiungono il culmine; prima e dopo non è più la stessa cosa. Nella pesca è l’attimo in cui il piombo tocca l’acqua prima di inabissarsi; in campagna il momento in cui il seme affonda nel terreno e qui su WP l’istante in cui pubblico il post, quello in cui lo libero. Ecco allora che l’attesa, l’aspettativa non sono spazi vuoti o immoti, piuttosto trampolini da cui effettuare tuffi, piste ben battute da cui decollare. L’aspettativa come si vede  presuppone una costruzione solida, nulla possiamo attenderci che non abbiamo predisposto o adeguatamente immaginato.
Giugno, la fine della scuola, le vacanze, i gelati, la pelle al sole; le ragazze con gli shorts  sono tulipani al vento.
E’ poi la luce, la grande luce di questo giugno 2013 dove le ombre già paiono cercano vanamente riparo; oggi  mi dissetavo da una bottiglia,  i riflessi del sole sul vetro erano abbacinanti. Sensazione di stordimento e di pienezza assieme.

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2 pensieri su “Giugno

  1. buona estate marcovaldo
    che giugno ti porti tutto ciò che desideri
    …lo so che non sei mai andato via
    ti ho nei preferiti
    ma vorrei avere tanto più tempo per leggerti bene come meriti
    perdona se faccio solo qualche salto ogni tanto per arrivare qui…ma sappi che è sempre un piacere ….
    un abbraccio

  2. è bello rileggere il tuo giugno
    e allora buona luce ancora….

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