ottimistaperplesso

Quello che non siamo in grado di cambiare dobbiamo almeno descriverlo (R. W. Fassbinder)

The Paris Match

L’ho ritrovata come si ritrovano le cose mai perse veramente; una moneta dietro una tenda, la chiave del lucchetto della bici, un ciottolo su cui inciampi mentre pensavi che la strada fosse sgombra. Una canzone che accompagnò un mio viaggio in Spagna ritornata in superficie nemmeno io so come e perché. E’ il caso, è il caso che ci governa; lo stesso per cui ora ti trovi qui a leggermi e non sai nemmeno tu perché, semplicemente per quel calcolo combinatorio che dopo pochi disordinati click ti ha messo in contatto con me che scrivo di “The Paris Match” in questa versione con Tracey Thorn (quella degli Everything but the girl) che amo molto.
E’ che a venire in superficie sono le cose che contano, banali se volete (d’altra parte può essere importante una canzone?) eppure diventano caposaldi su cui piantare bandiere. Questa canzone l’ascoltai tra i morsi della fame a Alicante, davanti a un pollo fritto a Tarifa o mentre compravo scarpette da ballo a Algeciras; ma se le cose hanno un senso è per quel loro piantarsi nel profondo e scomparire ( le diresti sepolte) per poi affiorare d’incanto e scuoterti come un albero.

The Paris Match
Empty hours spent combing the street
In daytime showers they’ve become my beat;
As I walk from café to bar
I wish I knew where you are;
Because you’ve clouded my mind
And now I’m all out of time.

Empty skies say try to forget
Better advice is to have no regret;
As I tread the boulevard floor
Will I see you once more;
Because you’ve clouded my mind
‘Till then I’m biding my time.

I’m only sad in a natural way
And I enjoy sometimes feeling this way;
The gift you gave is desire
The match that started my fire.

Empty night with nothing to do
I sit and think every thought is for you;
I get so restless and bored
So I go out once more;
I hate to feel so confined
I’m only sad in a natural way
And I enjoy sometimes feeling this way;
The gift you gave is desire
The match that started my fire.

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5 pensieri su “The Paris Match

  1. Adoro Parigi, Adoro gli Style Council, Adoro questa canzone… bel post

  2. maria in ha detto:

    mi sembra di capire che di acqua te ne intendi e perciò ti chiedo:
    mi è stato detto che quellache arriva in casa attraverso autoclave e
    serbatoio annesso (quasi obbligatori in molte zone del sud) non è
    così sicura come quella che arriva direttamente dalle condutture
    dell’acquedotto. Ragione che mi spinge ad acquistare (controvoglia)
    l’acqua che beviamo.
    Mi dici cosa ne pensi in proposito? Grazie.
    m.

  3. per caso passavo 🙂

  4. Chi tra vent’anni leggerà questo post non potrà non chiedersi cosa c’entrasse l’acqua minerale con “The Paris Match”; domanda che resterà senza risposta.

    L’acqua che ci arriva dall’acquedotto è sempre trattata, in genere con un prodotto ad azione residua tipo l’ipoclorito di sodio o il biossido di cloro. Residua perché l’azione del sanificante deve arrivare fino al rubinetto dell’ utente e dargli la ragionevole certezza che nel bicchiere batteri non ve ne sono. Questo tipo di sanificazioni è tra le migliori (oltre ad essere poco costosa) e fa si che mediamente l’acqua pubblica italiana sia di ottima qualità.
    Le cose non dovrebbero cambiare con la presenza di autoclavi (il cloro lavora anche lì); qualche problema potrebbe nascere nei serbatoi di accumulo che se non puliti periodicamente potrebbero diventare ricettacolo di batteri sotto deposito che il cloro non riesce a raggiungere. Possiamo risolvere il problema pulendo tali serbatoi almeno due volte l’anno, allontanando limo e detriti; in pratica come si tiene alla pulizia della propria casa così dovremmo tenere a quella del serbatoio. Vogliamo essere ancora più sicuri? Installiamo dopo il serbatoio una lampada UV (costa due-trecento euro, ce la ripagheremo in pochi mesi).
    E allora l’acqua minerale? La ritengo nella maggior parte dei casi inutile, sia quella iposodica (il sodio è contenuto in quasi tutti gli alimenti che assumiamo, che senso ha bere un’acqua che non ne ha?) sia, a meno di casi particolari, quella che fa fare tanta plin plin; gradisco invece quella frizzantissima ma per questioni di gusto, mi piace quella sensazione di scortica-laringe.

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