ottimistaperplesso

Quello che non siamo in grado di cambiare dobbiamo almeno descriverlo (R. W. Fassbinder)

Ninna nanna

Ninna nanna ninna oh, questo figlio a chi lo dò la cantavo a mio figlio per farlo addormentare; ma il dannato non voleva saperne  così  mi toccava  passeggiare  per la casa tenendolo in braccio, a volte fino a notte fonda e cantargliela all’infinito. Per allungare il brodo (e per non addormentarmi  al suo posto) avevo preso a inventare strofe usando tutti i colori così l’uomo nero diventava di volta in volta giallo (che lo tiene con il gallo), verde (così il bimbo non si perde), rosa (che gli dà una bella cosa), rosso (un omone grande e grosso), azzurro (che si mangia pane e burro). Quanti chilometri che ho fatto e quante mattonelle ho consumato ma alla fine la fine la peste che più non ne poteva si abbandonava sulla mia spalla. Però la cantavo bene anche se Lucilla Galeazzi mi supera in bravura, di poco ma mi supera.

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