ottimistaperplesso

Quello che non siamo in grado di cambiare dobbiamo almeno descriverlo (R. W. Fassbinder)

Archivi per il mese di “ottobre, 2015”

Desiderio

Che poi tutti rincorriamo il tipo che ci fa sognare, magari  maledetto, sferzante e che ci stupisce. La normalità, la linearità, in un certo senso la soluzione, non ci interessa preferiamo il problema, il pathos, il sangue nelle vene e la vita agra piena di emozioni. Vale per gli uomini e per le donne; queste ultime vorrebbero per esempio essere trascinate via in groppa a un cavallo magari alato, lontano da marito,  cucina e piatti da lavare; noi maschi abbiamo meno inventiva, ci piace  portarcene a letto il più possibile, conservando possibilmente moglie e partita di calcetto settimanale.
E io come sono? Bah sono un maschio e non mi distanzio tanto dalla media (ci fanno con lo stampino a noi) anche se non ho particolari grilli per la testa. Come vedete care donne sono poco appetibile; non ho nulla di James Dean, né di Robin Hood  tendo anzi alla normalità consapevole del fatto che tutto tende a uno stato di equilibrio, le montagne divengono pianure,  i torrenti fiumi placidi.  E poi noioso, testardo, insofferente; no, non sarei davvero un partner ideale. Desideri reconditi? Beh uno: in un calice pieno di champagne  con Dita Von Teese. Non con altre, con lei.
Il furore faulkneriano che contraddistingueva i miei giovani anni ha lasciato il posto a un minimalismo hemingwayano temperato dal realismo magico calviniano. Dita Von Teese sai chi è Calvino, conosci il suo realismo magico, quel prendere di petto la vita trattandola come fosse un gioco? Vieni che te ne parlo. Sperando che il calice regga.

Gli alberghi d’ottobre

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Ora che sono sgombri della calca urlante che li affollò gli alberghi d’ottobre paradossalmente prendono vita, un po’ come gli scoiattoli dopo che il parco ha chiuso al pubblico. L’ascensore riposa, ferme le chiavi nella hall, nessuno a vociare per i piani. Mi aggiro nei corridoi; le porte socchiuse delle stanze si affacciano sopra precipizi di storie, di vite vissute; geroglifici di voci, asciugamani bagnati, vapori, amori. Dove siete andati tutti, avete lasciato delle tracce qui lo sapete? Sui muri, nei comodini che avete aperto, nello specchio che vi ha riflesso.
Gli alberghi d’ottobre hanno fama di desolazione ma non è vero, hanno invece una vita più compita, riservata. Questo lo frequentano gli amanti; una stanza, poche ore, sospiri, respiri, un orgasmo, poi la doccia. Dal balcone vedo la spiaggia poi il mare; nel giardino sottostante seduta a un tavolino c’è una che scrive; gli alberghi d’ottobre sono rifugi, ritiri per fare i conti con se stessi, fucine di racconti all’ombra smorta degli oleandri.

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