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Quello che non siamo in grado di cambiare dobbiamo almeno descriverlo (R. W. Fassbinder)

Archivi per il mese di “novembre, 2015”

L’amore secondo me

Lanciamo in alto i nostri cuori e ci divertiamo a intravederne le traiettorie; succede quando ci innamoriamo e la vita pare un cuscino morbido che dove ti giri ti giri stai comodo. Non siamo fatti per vivere innamorati no, almeno non lo sono fatto io, così quando mi capita apro la corolla e faccio vedere i petali, come una margherita che fiorisce; svelo me stesso, nudo, senza difese che non ne ho più bisogno. Per la contentezza mi viene di gridare e dirlo a tutti ma diamine non si può allora grido in silenzio che pare nulla sia successo ma chi mi guarda s’accorge che la faccia ce l’ho diversa, ho un sorriso che non si vede. Dell’amore a me piace l’esplosione, che rimani a bocca aperta e dici: “Ma sta capitando a me?” E la sorpresa, con i coriandoli che ti ricoprono e tu non sai perché ma ti piace e un po’ ti viene da ridere che non eri abituato a quello stato di grazia come un bambino che ha detto bene la poesia di natale e i parenti lo applaudono e lui arrossisce: “Diamine e solo una poesia!” Diamine è solo amore.
Che poi ci vuole coraggio a innamorarsi, ci vuole coraggio a lasciare lo specchio d’acqua calmo e riflettente a cui siamo abituati; ci vuole coraggio e un po’ di follia. Non ci si innamora se non si è folli, se non si getta il cuore oltre l’ostacolo dando le spalle all’ostacolo. Io poi che sono un po’ sturm und drang con questi stati d’animo vado a nozze che mi pare di avere tutti i muscoli del mondo e una forza da sollevare tutti me compreso. Così mi piace toccarti, saggiare la tua consistenza, scandirti le vertebre con le dita, scovare la formula chimica che ti ha generato. Rosa purpurea, ti tocco e sobbalzi.

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Olio

Olivo 2015

E’ un’annata bizzarra di quelle che il buon Dio manda ogni millant’anni. Tutto a posto, preciso, nemmeno una gelata o un’afa torrida, non le cavallette e nemmeno la mosca olearia che l’anno scorso delle olive non ha lasciato nemmeno i noccioli; quest’anno si le olive ce le hanno tutti, sona venute persino negli alberelli piantati nei vasi sui balconi. Roba da non credere. Così nei bar non si parla d’altro, le piazze e i viali sono un mormorio continuo come il bzzzz che si sente sui fili del telefono. Ne parlano i bambini a scuola e a persino le maestre tra loro.
– Il mio olio sa di erba tagliata, mandorle e legumi.
– Il mio di grano, pomodoro e fiordaliso.
Fiordaliso? L’ olio può sapere di fiordaliso? Può sapere d tutto ora che i corsi per assaggiatori nascono come funghi e con 150 euro tutti diventano esperti. E poi c’è la ricerca del frantoio d’elite. Qui da me va per la maggiore uno che dista 100 km, per arrivarci servono 15 euro di gasolio però ti servono il dolcetto mentre aspetti e a terra è tutto pulito nemmeno una goccia d’olio. Metodo tradizionale con la pressa o moderno con la centrifuga?
– Se vuoi l’olio buono devi estrarlo con la pressa!”
– Macché con la pressa l’olio si ossida, meglio la centrifuga!
E via così come Totò e Peppino. Io ho fatto il mio, al solito modo, al solito frantoio. E’ di un verde saturo, pensante. Al gusto è amaro e racconta storie che mi piace ascoltare; storie di colline verdi a volte aride che se sai discenderle arrivi al mare dove ti puoi tuffare.

Olio 2015

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