ottimistaperplesso

Quello che non siamo in grado di cambiare dobbiamo almeno descriverlo (R. W. Fassbinder)

Archivi per il mese di “febbraio, 2018”

Sopra un muro scalcinato

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Dovrò scrivere prima o poi qualcosa su come ci cambia il tempo e come cambiano le cose intorno a noi; ci pensavo stamattina passando davanti a un vecchio muro scalcinato.
– Ehi – gli ho detto – mi hai visto crescere, forse nascere, quante volte mia madre col pancione ti sarà passata davanti. Ricordi com’ero? Ricordi la mia voce, il rumore dei passi curiosi come gli occhi?
Eri troppo alto per me, ti scalavo per guardare oltre verso il mondo degli alberi alti e scuri, verso la foresta profonda in cui nessun bambino si era mai addentrato. Da piccolo ti percorrevo a caccia di lucertole, da ragazzo col fucile in spalla a caccia di tordi.
– Sono cambiato? Che impressione ti faccio ora?
Ah il tempo passa, la vita ci crolla addosso e lascia cicatrici mirabili eppure ho tanta forza ancora, un cuore che batte e gli stessi occhi di allora.
Qui un nocciolo, qui un sentiero che ora non c’è più, come il nocciolo del resto. Il grande gelso rosso invece c’è ancora, quello su cui salivo a fare scorpacciate; scendevo straziato di rosso.
– Sono ferito, sono ferito! – gridavo spacciandomi per un soldato alla guerra, poi stramazzavo trattenendo il fiato.
Chissà se invecchiano anche i muri, come trascorrono i loro anni prima che il sole o l’umido li debiliti fino a farli crollare.
Così l’ho percorso con la mano, la sua pietra calda mi ha dato un senso di quiete, di pace sopraggiunta; mi è venuto da  pensare a questa vita come è fatta, a come ci cambia il tempo eppure ci lascia così uguali. Poi sono andato via che il cane mi aspettava.

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