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Quello che non siamo in grado di cambiare dobbiamo almeno descriverlo (R. W. Fassbinder)

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La ladra

Oggi ho visto dove abita la ladra: con i genitori in una casa diroccata con un telo sul tetto nel punto dove mancano le tegole; mi ha chiesto un passaggio e io che salivo per andare in campagna gliel’ ho dato.
– Dio te ne scampi, non la guardare negli occhi, ti fa fare quello che vuole è così che ruba! – raccomanda chi ci ha avuto a che fare. Eh si, pare che le basti guardarti per farsi consegnare soldi, orologio e borse della spesa tanto che qui nei supermercati non la fanno più entrare. Ora si sa, gli uomini (che pure si atteggiano ad eroi) hanno paura di tante cose e così io; ancor di più hanno paura di una donna che con uno sguardo li comanda tanto che a loro, abituati a fare i gradassi, i muscoli si fanno molli e non riescono nemmeno a dirle: “Non lo puoi fare che io sono l’ uomo e tu la donna”.
Ma la strada era in pendenza e lei affaticata così l’ho fatta salire.
E’ tutta nera e ha la pelle color oliva, non ha più di quarant’anni anche se ne dimostra di più. Ha cominciato a dire che il caldo di oggi e la strada in salita l’hanno stancata, che abita in una casa tutta rovinata col tetto che ci piove e mi ha detto dove .
– E’ prima del bivio di via del Sacro Cuore
– Ah la conosco – ho detto io – quella con la cerata sulle tegole.
– Si – ha detto lei – quella. – Poi mi ha guardato ed è vero, non ho mai visto degli occhi così; sembrava volesse rubarmi lo stomaco, il polmone e buona parte del cuore; me li sono proprio sentiti strappare. E’ stato così per qualche secondo poi mi ha lasciato stare.
– Abito qui con mio padre e mia madre – ha detto mentre scendeva.
Io mi sentivo come uno a cui avessero rovistato dentro, ma non mi mancava niente, almeno così mi sembrava.

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