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Quello che non siamo in grado di cambiare dobbiamo almeno descriverlo (R. W. Fassbinder)

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La neve di qui

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La neve di qui scende timorosa, come i settentrionali quando vengono al sud che non si fidano tanto e mettono la mano sul portafoglio.
La neve di qui prima di cadere si guarda attorno che una terra così non l’ha mai vista e gli pare di stare a una prima teatrale.
La neve di qui cade sui carrubi, sulle mura saracene, sulle battaglie anche quelle mie, copre per poco gli amori morti.
La neve di qui i bambini e i grandi escono a guardarla con i visi all’insù e anch’io.
La neve di qui si posa sui miei occhi.

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La nevicata del 2012

Qui da me la neve si vede quasi mai e quando accade ha fiocchi timorosi che non toccano terra per paura di bruciarsi.
Ma questo lo sapete è un inverno che chiamano glaciale così anche la neve ha preso coraggio ed è caduta al livello del mare; pochi fiocchi e d’avanguardia come a dire “ Sto scendendo!”, una cometa che passa e non si sa quando ritornerà.
Qui da me se guardi da una parte vedi il mare, se guardi dall’altra le montagne e oggi erano tutte bianche . E’ una strada che non faccio spesso ché allungo e di parecchio, ma oggi mi ci sono arrampicato tornante dopo tornante per vederla come si deve questa neve meridionale.

Ed eccole le mie montagne; le conosco assolate d’estate o bagnate di pioggia l’inverno, ma oggi sono così.

Lascio la macchina a bordo strada e mi inoltro nella faggeta.

E’ una neve diversa quella del sud vicino al mare, delicata e svogliata; stupita, come chi ha perso l’orientamento e atterra in un posto che non conosce. Stupite  le pietre, stupite lucertole e ramarri che ancora ieri facevano capolino dagli anfratti.

Stupiti i rami, piegati ad arco dal peso della neve; alcuni non resistono e si schiantano con un crack che scuote il silenzio.

Alcuni rami invece la neve la raccolgono, la trattengono come le maglie di una rete da pesca; poi la cullano e la fanno dormire.

Il sole basso del tramonto mi invita a rientrare. Riprendo la carrareccia che mi riporta alla macchina. E’ un paesaggio  da favola, le chiome degli alberi sembrano chiudersi sopra di me; e come nelle favole mi aspetto che da un momento all’altro compaia un orco, un lupo dal bosco.

Compare una mucca. Mi guarda, stupita che io sia lì poi si ferma, si mette in posa. Click. Ti pubblicherò su WordPress.

Comincia a far freddo. Pochi rametti e una foglia per un piccolo pupazzo di neve; fà ciao ciao con le manine e vi saluto anch’io.

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